IL MERITO VA AL PENULTIMO

IL MERITO VA AL PENULTIMO

A circa quarant’anni dalla mia collocazione nei “quadri della riserva” si fece vivo il primo classificato del corso allievi ufficiali di complemento, precisamente 48° AUC artiglieria semovente in Bracciano (Roma), al fine di organizzare una “rimpatriata” di tutti i colleghi. In breve il programma prevedeva “adunata” a Bergamo (alta), partecipazione ad una messa speciale nella basilica, “alzabandiera” e pranzo luculliano. La sua mail così concludeva:
“…Penserei di elencare i nomi raggruppandoli per specialità, fatemi sapere se siete d’accordo. In caso di parità di voti il mio vale doppio.” Firma (omissis)
Ovviamente mi risultò manifesto che la chiusa “In caso di parità di voti il mio vale doppio” altro non fosse che una battuta (l’unica della sua vita) ma la mia incontenibile predisposizione a provocare i “primi della classe”, anche per mettere alla prova il loro acume, mi indusse a replicare come segue:

“Sono d’accordo di presentare il nostro elenco nominativo per specialità anche se preferirei una suddivisione in base al risultato finale conseguito al corso (graduatoria). Infatti solo così potrebbe essere messo in risalto il record da me ottenuto, da guinness dei primati. Infatti, come ricorderete, mi sono classificato penultimo (e non faccio il nome dell’ultimo sia per correttezza nei riguardi di quel caro collega sia il disgusto, senso di vergogna che provo per lui). Sui respinti stendo un pietoso velo. Tornando al punto è evidente quanto sia difficilissimo conseguire la posizione da me ambita, anzi impossibile ai più. E lo dimostro:
Arrivare primi è il risultato più facile in assoluto. Occorre essere normalmente intelligenti, sotto la media ancora meglio, studiare con criterio, applicarsi negli addestramenti come automi, avere la classica raccomandazione, sempre utile sebbene l’affannarsi per sei mesi a riverire a destra e manca sia gli istruttori che graduati e colleghi potrebbe renderla superflua. Classificarsi ultimi è di una facilità sconcertante. Si tratta di essere tanto arguti da studiare quel poco bastante a non farsi cacciare durante l’interrogazione, applicarsi per nulla agli addestramenti stando attento a non essere individuato spesso e anche se la “protezione” dello “zio” non serve meglio averla (non si sa mai). Ma arrivare PENULTIMO! Vi rendete conto? Sfido chiunque intenda cimentarsi in qualsiasi tipo di gara fra cento antagonisti proponendosi di arrivare PENULTIMO. Non primo o ultimo ma PENULTIMO. Impossibile! Ebbene io ci sono riuscito. Lo so che si sta facendo di tutto per cercare di non mettere in evidenza il mio merito. Comunque anche se proprio per questo il mio voto dovrebbe valere quattro volte in caso di disparità per due voti… vada per il raggruppamento in base alla specialità.”
A presto. Mauro

Vi risparmio controreplica e la mia successiva a fronte della quale ricevetti dall’allievo scelto (omissis) le debite scuse ed encomio solenne. Eh… sì! Non aveva afferrato l’ironia celata nella tesi che avanzai. È rimasto tale e quale era al corso, alcuni chili in più, molti capelli di meno e un enorme senso di vuoto… nessuno volle partecipare all’alzabandiera.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com
© Copyright 2017 Mauro Giovanelli

Immagine in evidenza: Sottotenente Mauro Giovanelli

RIPRODUZIONE RISERVATA

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3 Responses

  1. Alberti Rosaria ha detto:

    Condivido! Fotografia lucida e chiara!!

  2. Alberti Rosaria ha detto:

    Ironico ……ma un po’ la sindrome del primo …. c’è!! Sincerità…..

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