L’APPRODO

L’APPRODO

Bacino di carenaggio
vecchio, marcio,
infinite navi infinite
in disarmo,
morte, arrugginite,
beccheggianti
con indolenza,
lamentose,
stridenti,
accostate ai pontili
in disgregata muratura.
Dritti come binari
si incontrano all’infinito.
Bitte. Bitte infinite,
allineate, incurvate,
moai nani
senza pukao,
pazienti
cavi sfilacciati,
piangenti, algosi,
gocciolanti.
Sentinelle del tempo.
Cielo, mare, sole, spazio
carminio.
Salmastro odor di paura,
infinito, ondoso.
Terrore, ansia,
misti a vecchio catrame.
Vernice sfogliata,
nafta, gasolio,
benzina, cordame,
impregnano il mio vestito,
carminio come le scarpe,
tacchi consumati,
con sguscio orrendo,
vorrei liberarmene,
evidenti salendo
e scendendo furioso,
entrando ansimante
in ogni anfratto acciaioso,
corroso, fatiscente,
frastagliato, tagliente,
buio, scuro, infinito.
Devo trovarla,
l’ho perduta
in ognuna amata,
posseduta, goduta,
a loro è piaciuto,
impedite a continuare
da indole femminile,
gelosia, possesso.
Ricomporre ogni vissuto
in unica delizia.
Catene, lamiere, scale in ferro,
lamenti lontani, infiniti,
acqua stagnante, liquame,
carminio.
Mi fermo…
Fascio di luce,
lontano, remoto,
infinito,
ravviva
dischiuse, raccolte,
avvinghiate,
polpacci e cosce aderenti
tornite, perfette,
piedi giunti
in preghiera.
Per me.
Pelle bianca, cangiante,
olivastra, meticcia, nera,
alabastro.
Conchiglia del piacere
offre la perla
in tutto lo splendore,
carne segreta,
pura, turgida,
odorosa fragranza.
Cado in ginocchio.
Esausto
mi perdo
nell’infinito
godere.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com
© Copyright 2017 Mauro Giovanelli

Immagine in evidenza: Ettore Frana pittore genovese – Collezione privata

RIPRODUZIONE RISERVATA

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