SiO2 – Biossido di Silicio

SiO2
Biossido di Silicio

Fra quanto raccolto in giro per il mondo, adesso sparso fra sinapsi, neuroni e ovunque nel mio studio, su una delle scrivanie tengo ampolle di sabbia raccolta nei deserti attraversati. Due in particolare mi fanno riflettere molto. La breve pausa, tra una sigaretta e la scelta del vocabolo appropriato allo stato d’animo del momento, viene colmata dall’attenta considerazione di questi mondi. Senza dubbio sono rimasto bambino perché ritorno nel profondo Sahara, l’Akakus, la memoria viene risucchiata dagli anfratti in cui si ascoltano graffiti di civiltà lontane. Per il nostro tempo.
Nel dare notizia che a 39 a.l. (anni luce) di distanza la NASA abbia individuato un “sistema solare” simile al nostro, quindi probabilmente con forme di vita sul Pianeta che, per caratteristiche intrinseche ed estrinseche dovrebbe essere gemello del nostro, la cronista ha sottolineato con enfasi l’eccezionale avvenimento aggiungendo che siamo arrivati in un’altra galassia. Niente di più sbagliato cara signora anzi sono stupito e incredulo dell’intervallo di “spazio” così corto in termini astronomici, direi dietro l’angolo. La galassia in cui ci troviamo, denominata Via Lattea, è del tipo a spirale barrata, fa parte della Costellazione Sagittario, la sua estensione massima è 100 mila a.l. (anni luce) ossia per attraversarla alla velocità dell’onda elettromagnetica, ovvero 299.792.458 m/s che, tradotto ed arrotondato, trattasi di 300 mila Km al secondo, si impiegherebbero 100 mila anni. Perfino lei adesso capirà, cara signora, come tale sistema solare non solo si trovi nella stessa galassia che abitiamo, ma ci è accanto. Per meglio raffigurare la cosa ed al fine di illustrare il palcoscenico in cui ci agitiamo inizio col dire che lei ed io, persone, siamo meno di un solo granello di sabbia rispetto al Sahara. Prendendo a riferimento proprio quest’area desertica, anche il nostro pianeta, la Terra, è meno di un granello di sabbia e, le sembrerà strano, pure il sistema solare in cui ruotiamo, compreso quello di cui stiamo parlando, insieme sono più piccoli di un granello di sabbia nel Sahara. L’Akakus, che ne fa parte, mica si è accorto dell’ampolla di granelli che gli ho sottratto e contarli, sempre quelli che ho di fronte in questo istante ovviamente, già sarebbe impresa ardua, mi creda. Forse impossibile. Rifletta sul fatto, cara signora, che finanche la Galassia a spirale barrata chiamata Via Lattea è meno di un granello di SiO2, biossido di silicio signora, sta alla base della materia inorganica come il carbonio di quella organica, vivente, cioè noi cara signora, lei ed io, il gatto che sta osservandoci con compassione, la pianta che tiene in terrazzo. Così potremmo procedere all’infinito. “Ma… allora?” sono certo stia obiettando. Sì cara signora, siamo nulla, meno di nulla. Ci sono… il nostro pensare, agire, emozionarsi, amare e soffrire che mi portano a… meditare.
Adesso, d’impulso mi domando di che avranno parlato i vescovi della CEI radunatisi poiché scandalizzati che il “Gemelli” di Roma abbia assunto, come giusto e conformemente alla legge, due ginecologi “non” obiettori di coscienza. Chi gli permette di interferire nelle questioni del nostro Paese, Stato laico, multietnico e indipendente? A costoro interessano solo i feti italiani? Romani in particolare? Sapranno che secondo una delle versioni della mitologia greca Zeus (Giove) scelse di generare con la saggia Alcmena (umana) un figlio tanto forte da impedire lo sterminio di uomini e Déi? Dopo la nascita il concepito, Eracle (Ercole), fu abbandonato dalla madre che temeva l’ira di Era (Giunone), legittima moglie del Dio ma Atena (Minerva), su ordine dello stesso Zeus, condusse Era fuori dalle mura di Tebe, dove il bambino fu abbandonato. Era vide il piccolo essere indifeso, piangente, gli si avvicinò, porse il seno per allattarlo e il bambino succhiò così forte il latte da spargerlo ovunque anche per il dolore al capezzolo che la Dea avvertì sottraendosi alla presa e sprizzandone altro. Da allora Eracle divenne immortale e nel cielo fu visibile la Via Lattea.
Stiamo andando fuori tema cara signora ed al sottoscritto capita spesso. Mi perdoni! Concludo. In ultimo… nelle strutture pubbliche non dovrebbe comparire alcun simbolo religioso, di qualsivoglia confessione. Abolirei pure l’ora di religione trasformandola in materia d’esame vera e propria. Visto il guazzabuglio in cui ci troviamo (più di 8 mila confessioni esistenti) forse diverrebbe l’argomento principe: “Teologia e storia delle religioni” (docente assolutamente laico).
Chi dovesse avvertire la necessità di pregare in un Tempio vada in Chiesa, o nelle Sinagoghe, moschee e quant’altro. Cazzo!

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza: Particolare dello studio dell’Autore. Sabbia del Sahara, Akakus in ampolle – Vecchio cucchiaio con iscrizioni arabe rinvenuto nel deserto – Leggìo di Khiva (Uzbekistan)

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