DUECENTO ROSE

DUECENTO ROSE

Oggi nel Mediterraneo sono morti annegati “circa” altri dieci infanti dunque “pressappoco” ammontano a duecento dall’inizio dell’anno. In media uno al giorno. Ma se dovessimo considerare (cosa dite, ne teniamo conto o soprassediamo?) anche le vittime di guerra nonché i minori sfruttati in velenosi fatiscenti “centri” di estrazione e produzione (miniere di cobalto comprese) di cui è costellato il “Terzo mondo” per mantenere il “Secondo ” ed arricchire il pressoché occulto, blindato e scarsamente gremito “Primo”… il numero salirebbe di molto. È anche vero che di questi ultimi nulla sappiamo, invece di costoro qualcosa, se non altro una scarna notizia statistica, perciò:

“200 rose in onore delle “circa” 200 vittime 2017 per ricordare che non hanno perduto alcunché.”

Ciascuno per proprio conto decida i minuti di “silenzio”, “raccoglimento” oppure se spegnere il cellulare piuttosto che la TV, Smartphone, PC… finanche allentare il nodo alla cravatta improvvisamente divenuto troppo stretto o rinunciare per un giorno al rimmel, fondotinta…

Per quanto mi riguarda ritengo che ciò che sto facendo, pressoché nulla, sia già qualcosa, valido anche per le piccole e innocenti vittime “occidentali” le quali sono state giustamente ossequiate e commemorate di volta in volta.
Concludo rimettendomi ancora al grande Pasolini “…in un mondo così ingiusto e infelice nessuno può tirarsi fuori… il peccato più imperdonabile è continuare a «non vedere» o nel rifiuto e nella morte dell’«Altro», due condizioni dell’uomo che trasformano la vita in sopravvivenza.”(1)

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

(1) Piero Spila, “Pier Paolo Pasolini” – La sequenza del fiore di carta, pag. 83 – Gremese editore

Immagine in evidenza: Vincent van Gogh – Iris, olio su tela (cm. 92,7×73,9) – Van Gogh Museum, Amsterdam

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