SCRIVERE STANCA

SCRIVERE STANCA

Scrivere stanca. Pensare no,
fluisce spontaneo da chissà quale sorgente,
è fatica riuscire a mantenere giusta distanza,
corre troppo,
galoppo sfrenato lungo il litorale infinito,
lo devo esplorare,
sono a piedi, mi sento impedito, pesante,
nella rena affondano i talloni,
come se la mia massa fosse aumentata
dalla sregolata vita
o il Pianeta avesse assunto maggior densità.
Tutto ho sbagliato
o c’è qualcosa di erroneo nell’intero?
Spossatezza annega ogni memoria,
luce accecante laggiù, dove abita il mistero,
provoca sonnolenza molesta,
costringe ad immobile presente,
qualora mi fermassi é morte,
nessun passato, futuro mai esistito,
la coda vivace e sferzante
del destriero incita a reagire,
il suo volare è quanto mai frenetico, senza misura,
gli zoccoli rabbiosi alzano fossili e arenile,
lasciano impronte,
all’istante si dissolvono in nessun compiersi,
le froge fumanti dilatano il divenire
mai neppure immaginato
e criniera sciolta, spaiata, sinuosa,
intona magico canto,
lontano al punto che lo percepisco
nella mia mano protesa al destino,
e l’altra, in direzione opposta
per darmi la necessaria spinta,
guarda l’abisso ostinato,
si adegua al mio ferito incedere,
mi insegue, tiene il passo, ha ritmo,
non arretra, è calmo,
sono punto di riferimento,
ma ho trovato il solo suo lato debole,
un’ultima occhiata al cavallo
ora puledro esitante svanito nell’abbaglio,
per azzerarmi essendo il tempo,
secondo regole certe dell’esistente
impresse nel nulla immaginato,
niente altro che funzione dipendente.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagini in evidenza: Tavole XX e XXI dell’opera unica di FULVIO LEONCINI – titolo “DI SOLE OMBRE” – Tomo dimensioni cm. 35 x 27

RIPRODUZIONE RISERVATA

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