CARLO RAMBALDI – “Arte e Cinema” – Mauro Giovanelli intervista Lorenzo Bersini

CARLO RAMBALDI

“Arte e Cinema”

Dal 5 al 27 agosto 2017 teatro Grandinetti di Lamezia Terme CZ Italy

DANIELA RAMBALDI vicepresidente del
Museo “Fondazione Rambaldi”

ANNUNZIATA STALTARI
“Associazione Artisti del Quadrifoglio”

ANGELA ARTEPOZZO
“Associazione Artepozzo”

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Mauro Giovanelli intervista Lorenzo Bersini

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MG – Ciao Lorenzo, direi di andare subito al tema. Come abbiamo potuto constatare il tempo è sempre tiranno e gli sprovveduti, pur non avendone nozione, ne approfittano. Ci siamo incontrati all’inaugurazione dell’evento “Arte e Cinema” per commemorare il grande Carlo Rambaldi ed esporre in anteprima mondiale i suoi dipinti. Impressioni circa le sue opere pittoriche? Personalmente le trovo di grande interesse e credo leggere in esse l’abito mentale indossato dal Maestro.

LB – Ho trovato le opere interessanti, ma andrebbero osservate con più calma e in circostanze diverse. Adoro il libro di pinocchio da lui disegnato.

MG – Anch’io! Ritengo che questo lavoro rappresenti la grandezza di Carlo Rambaldi. “La semplicità è una complessità risolta” sosteneva lo scultore rumeno Constantin Brâncuși e “Pinocchio”, come riferito per l’artista Lino Monopoli, è puro distillato filosofico. L’algoritmo ricondotto alle quattro operazioni. Il nostro Maestro, ovviamente, l’aveva fatto suo.

LB – Sì! Un capolavoro illustrato e raccontato con grande maestria.

MG – Circa un’opera di Rambaldi (vedere immagine in evidenza n.d.a.) ho parlato di “futurismo statico”. Invenzione. Mi ha emozionato. Sei d’accordo?

LB – Sono d’accordo, credo rappresenti al meglio il percorso creativo di Carlo Rambaldi.

MG – In merito all’evento quali sono in generale le tue considerazioni?

LB – Organizzare avvenimenti di tale importanza non è semplicissimo. Ci sono stati problemi tecnici organizzativi legati a circostanze negative che nella vita possono accadere ma deve comunque considerarsi la complessità dell’insieme… a proposito del Brâncuși. Sono personalmente soddisfatto, aver presenziato e partecipato. Lo ritengo un privilegio.

MG – Potrei essere fuori strada nel ritenere che l’artista debba essere attratto verso il “kaos” più che in direzione dell’entalpia, l’ordine, l’etichetta. Tu?

LB – Generalmente rifuggo il kaos, sono decisamente indirizzato all’energia interna generata dalle emozioni.

MG – Il kaos, appunto. Non sono forse disordine le nostre emozioni?

LB – Io vivo le emozioni con grande armonia, le faccio mie, sono parte di me…non vi è kaos in me.

MG – Mozart è stato “armonia” eccelsa e Kaos delle emozioni… Uno dei tanti.

MG – A tuo modo di vedere il così detto “critico” su cosa dovrebbe improntare l’analisi di un’opera (tecnica, supporto, messaggio, tema proposto, biglietto da visita con scritto “artista”, prestigio acquisito, corredo di brochure preconfezionate, considerare il numero di cataloghi, frequentazioni, ecc.)?

LB – Non ho titolo per esprimermi su questo tema che ritengo comunque soggettivo. Il “Critico” è di fatto essere umano che attribuendosi competenza si presuppone abbia la preparazione necessaria a svolgere tale compito. Amo ascoltarli con attenzione e in molte circostanze mi hanno dato molto.

MG – Penso tu abbia titolo per pronunciarti su questo argomento. Chi altri? Comunque ritengo “critico” chiunque veda in un’opera d’arte ciò che finanche l’artista potrebbe ignorare in quanto espressione del suo subconscio (di artista per l’appunto).

LB – Ritengo che il critico debba valutare ciò che il dipinto gli trasmette. Tutto il resto, ai fini di un giudizio, è irrilevante.

MG – Vero! Però ci sono “riceventi” che captano segnali non udibili a molti… Potresti riassumere circostanze negative che hai rilevato nella tua carriera di artista”?

LB – Non ho avuto circostanze negative nella mia carriera di pittore in quanto credo di aver colto il buono anche nelle situazioni più discutibili.

MG – Tralasciamo le situazioni “discutibili” in cui ti sei trovato… Artisti si nasce o si diventa? O entrambe le cose quando la natura è stata avara?

LB – Penso che un artista si formi quando le circostanze della vita lo hanno portato al limite.

MG – Ma il limite esiste solo matematicamente, è concetto, quindi per noi umani tendenza. Al limite c’è… Tutto! Una mia poesia.

LB – Al limite c’è tutto e niente, chi ha la forza di reagire arrivato lì, si evolve o soccombe.

MG – Impossibile giungere al limite. Tutto e nulla coincidono. Da infinito (più o meno) a zero è il Cosmo, l’Universo Mondo concepito da Giordano Bruno nel 1600… ma stiamo andando… oltre confine. In base alla risposta la prossima domanda potrebbe essere o meno banale: Che cosa ti ha spinto a dipingere?

LB – Forse perché mi sono avvicinato al limite.

MG – Chiaro! Lo hai percepito.

LB – SÌ! L’ho percepito, vissuto, e ho ripreso a dipingere.

MG – Per cortesia correggimi se sbaglio. Nelle tue opere non segui un percorso lineare, i tuoi soggetti sono i più svariati anche se spesso ricondotti alla figura femminile. Sei ancora alla ricerca?

LB – Sempre alla ricerca, viaggio molto, incontro persone diverse, amo dialogare con loro. Dipingo prevalentemente figure femminili, a volte con sfondi di architettura urbana dei luoghi dove le ho incontrate.

MG – In breve vorresti parlami della tua particolare tecnica e come è scaturita l’idea?

LB – È nata per caso, circa 7 anni fa a Torino. Mi occupavo di enogastronomia e visto che la location era importante iniziammo ad organizzare degustazioni di vini abbinate ai vernissage.
Ne frattempo ripresi la mia passione, il disegno a matita. Durante un vernissage ho esposto una tela realizzata in Vinette, mi incuriosì e iniziai le mie ricerche per documentarmi. La materia prima non mi mancava, realizzai molti bozzetti… Terribili. Con il tempo memorizzai i colori dei vari vini nei processi di ossidazione e nelle sovrapposizioni… Lo studio continua tutt’ora.

MG – Complimenti! Cosa ne pensi di quanti affermano, compreso il sottoscritto, che l’artista monotematico perviene più facilmente al successo del, diciamo “fantasioso”.

LB – Può essere! Personalmente penso che il successo di un pittore sia determinato dalla semplicità con cui riesce a comunicare con le persone attraverso i suoi lavori… a prescindere.

MG – Condivido! A tuo onore, per ciò che riguarda la domanda precedente, ritengo che se ti dedicassi a perfezionare la figura potresti “sfondare” più facilmente.

LB – Sono d’accordo! Purtroppo la tecnica che adotto mi penalizza parecchio ed io è su questa linea che sto lavorando.
MG – Quando lavori pensi più a te stesso o al futuro “Osservatore /Estimatore” della tua opera in fieri?

LB – Sinceramente quando lavoro sono così concentrato con le emozioni che voglio esprimere da non pensare né a me stesso, tanto meno all’eventuale, futuro osservatore, ma alla persona di cui sto raccontando la vita.

MG – Qualora dovessi essere costretto a inserirti in una “corrente” pittorica, in quale ti collocheresti? Surrealista, metafisica, realismo, ecc. Sto ancora cercando la mia via, e anche me stesso. Vedremo in futuro.

MG – La tua pittura è “piana”, poco o nulla “materica”, non ti coglie mai l’impulso di violentare il supporto con graffi su abbondante colore, spatolate, infierire con il manico del pennello? Cosa ne pensi?

LB – No perché questa tecnica ora non lo consente.

MG – Qual è il segnale che vuoi trasmettere?

LB – Racconto esperienze di vita che non è fatta solo di sorrisi di fiori e di gioia infinita.

MG – Un mio caro amico pittore e scultore(1) sostiene che “Tutto quello che facciamo è manipolazione. Per l’artista il “messaggio” è solo il manichino sulla forma del quale il sarto confeziona l’abito. O lo vesti di bellezza o di stracci altrimenti suonerebbe come una predica.” Che ne pensi?
(1) ENRICO BAFICO – Genova

LB – Sono d’accordo conferire bellezza a prescindere

MG – …O vestirla di stracci, niente mezze misure, altrimenti sarebbe predica che nessuno ascolta.

LB – Conferire bellezza agli stracci è il preludio di un capolavoro

MG – La domanda precedente l’ho formulata poiché pochi intercettano il richiamo dell’anima o qualunque cosa essa sia. Rimangono in superficie.

LB – Conferire profondità e vita a un dipinto non à cosa banale.

MG – Nulla ritengo sia banale nel mondo dell’arte. Domanda ben precisa alla quale occorrerebbe analoga onesta risposta: Qual è il tuo giudizio sul pubblico? La categoria di persone che in generale è venuta o viene alle tue mostre?

LB – Mi ritengo di essere un uomo privilegiato per i risultati ottenuti dal social network, persone che si sono avvicinate ai miei dipinti spontaneamente, senza forzature o circostanze.

MG – Qual è il tuo giudizio sull’umanità in generale?

LB – Un progetto nato male fin dall’inizio.

MG – Eccellente! L’unica risposta possibile. Nel riepilogo dell’inaugurazione ho scritto quanto segue circa la tua arte: “Immagini dalle tonalità argentee, luminescenti, acquose, colori tanto più “inventati” quanto reali nell’armonia delle variegate composizioni alchemiche, immagini cui l’artista imprime forza vitale estrema, il senso del divenire nelle multiformi impercettibili soste esistenziali, amore, stupore, disorientamento, passione, bellezza e ammirazione della donna e tutto quanto in essa si celi. Vigore creativo, quasi rabbia nell’imprimere passione ai volti, estrarre da essi l’anima, il pensiero, ogni desiderio indicibile finanche a loro stesse. Con maestria e realismo magici è sorprendente che tutto ciò fuoriesca da supporti in carta artistica 30% cotone”. Hai qualcosa da dire in proposito?

LB – Sì, sono commosso.

MG – Ed io gratificato. Ritieni verosimile che possa aver visto ciò che il tuo subconscio di artista custodirebbe per essere rilasciarlo sul supporto mimetizzato finanche a te che stai creando?

LB – Sì è verosimile, generalmente non raffiguro mai la persona di cui racconto la vita o l’emozione. La mia più grande soddisfazione è che resa pubblica l’opera la persona interessato ci si identifichi… gratificante… molto.

MG – Qual è il tuo giudizio sull’umanità in generale?

LB – Un progetto nato male fin dall’inizio.

MG – Domanda forse scontata ma non banale: Cosa pensi della vita?

LB – Ritengo che la vita sia un dono prezioso, anche se l’indole umana è per sua natura violenta. Si pensa che con il tempo si migliori, ma allo stato attuale delle cose, sono perplesso.

MG – Cosa pensi dell’attuale situazione politica proprio in relazione alla decadenza, a mio parere, morale e culturale che ha investito l’Italia in questo trentennio?

LB – Il ruolo del politico è di fatto responsabilità verso il popolo e la nazione. Una figura capace di esercitare il suo mestiere e che dia il buon esempio, per far sì che il popolo lo segua nel bene e nel male. Attualmente non vedo politici al governo.

MG – Hai nuovi progetti? Se sì ispirati da che? Indirizzati dove? Quale tipo di segnale vorresti lanciare?

LB – Continuo il mio percorso e il mio studio, mai abbandonare una strada se non sei arrivato alla fine.

MG – Ed io ti ringrazio augurandoti possa realizzare ogni tuo obiettivo, i presupposti ci sono sta a te non perderti per strada. È stato davvero un grande piacere conoscerti e poterti considerare amico. A presto.

Lamezia Terme, 16 agosto 2017

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagini in evidenza: Lamezia Terme, 5 agosto 2017 – A sinistra l’artista Lorenzo Bersini e Mauro Giovanelli – A destra opera del Maestro Cralo Rambaldi

RIPRODUZIONE RISERVATA – PUBBLICAZIONE AUTORIZZATA A Lorenzo Bersini, “FONDAZIONE CARLO RAMBALDI” – “ASSOCIAZIONE ARTISTI DEL QUADRIFOGLIO” – “ASSOCIAZIONE CULTURALE ARTEPOZZO” 

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