MICHELLE

MICHELLE

Nulla ho dimenticato.
Leggermente sfocato
solo il primo momento
in cui ci siamo sfiorati,
gelida notte, virtuoso il vento,
la neve in forma di chicchi dorati
scendeva lenta ma… a tratti
tornava in alto obbediente al tempo
che in luminosi mulinelli
si era fermato per ammirare
l’azzurro bagliore degli occhi tuoi,
così intenso da albeggiare
quell’angolo di Limone.
Rammenti Michelle?
Fra la chiesa e l’antico slargo,
mai saputo il nome della strada,
solo un vecchio lampione
illuminava con fioca luce… gialla,
forse arancione,
frammista al bianco
che tutto avvolgeva,
paesaggio leggendario, lontano,
era sorgente la cascata
di fili d’argento, sottili,
viravano al biondo,
dipendeva da ogni tuo movimento,
filigrana degli dèi,
patrimonio dell’era pagana
i capelli… forse per questo
mi sono abbandonato
al loro richiamo.
Cuore matto il tuo, folle il mio,
altrimenti come spiegare
esserci smarriti? Dopo tre anni!
La Crota, Satisfaction, Michelle…
E quella notte all’Europa
tu eri pronta, doposci sfilati,
camoscio beige,
legacci in cuoio alle caviglie
come schiava della Superba,
desideri di vita si erano incrociati.
Notte, bufera, caminetto ardente,
jukebox, calore, sudore, voglia,
possessione, amore,
troppo pesanti i maglioni di allora.
Ricamato quel che indossavi,
lana blu, aveva decori blu,
orizzontali su sfondo chiaro,
girocollo, il viso… Il viso…
Al quarantacinque Villa Trianon, crollando
porta via il passato. Che importa?
Ancora ti sto respirando.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza: FULVIO LEONCINI ARTISTA CONTEMPORANEO, disegno su carta riportato su legno, cera, dimensioni cm 20×20 – Collezione privata

RIPRODUZIONE RISERVATA 

 

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