PERCORSO OBBLIGATO – ELENA VERARDO ARTISTA

PERCORSO OBBLIGATO 

«Elena Verardo nata a Genova nel 1968.

Nel 1987 ho conseguito il diploma presso la Scuola di Ceramica di Chiavari e nello stesso anno avviato, a Santa Margherita Ligure, uno studio per la lavorazione della terracotta, porcellana, maiolica, ecc. arte, questa, ulteriormente approfondita con la successiva frequentazione dei corsi di perfezionamento presso l’Istituto di Faenza. Ho preso parte a varie mostre nazionali. Per la realizzazione delle mie opere impiego sabbia ed altri costituenti naturali. Dal 1999 vivo a Rossiglione (Genova) dove è ubicato il mio laboratorio.»

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   Ho visitato gran parte del Pianeta che ci ospita, granello di sabbia scagliato inesorabilmente nel Cosmo percepito tuttavia… seppur insignificante frammento costituito prevalentemente da ossigeno e silicio (elemento quest’ultimo che, come il carbonio per il mondo organico, sta alla base dell’inorganico) supporta a sua volta universi inesplorati. Entrare nel laboratorio dell’artista Elena Verardo è stato itinerario verso orizzonti seducenti ed allo stesso tempo causa di ritrovato impulso all’esplorazione, curiosità, indagine su ciò che circonda il nostro divenire. Un po’ come Odisseo durante il periglioso viaggio verso Itaca durato anni proprio per il suo desiderio di assorbire, vivere le estrosità cui la Natura sottopone i nostri sensi e, ahimè, trascuriamo di apprezzare. Così già accadde all’esposizione Remida Day 3 del 2012 fra le potenti colonne in marmo a sostegno delle volte a vela sferica della loggia di Palazzo Ducale, in quel di Genova, dove avevo visto esplosione di colori, borse in vari tessuti, decorate, manici in bambù e varie fogge, cappelli per signora, arazzi in tinte sgargianti, congruenti, tenue, quasi fossi stato catapultato a San Cristobal de Las Casas in Messico o Arequipa in Perù ma l’estro, il valore aggiunto della sensibilità e gusto italiani avevano esaltavano maggiormente il mio peregrinare e mai avrei pensato che tutto ciò provenisse dalla stessa mano delle opere che sto oggi contemplando.  

   «Ho iniziato a dipingere gatti quando ero ancora piccola forse perché questi animali così vicini all’uomo ed allo stesso tempo distaccati, indipendenti, mi incutono da sempre il fascino del mistero» scrive Elena Verardo. 

   Invero siffatti felini (Felis silvestris catus) non erano forse già noti nell’antica civiltà egizia con il termine “Mau”? Considerati sacri, simboli di grazia e benevolenza nei confronti dell’uomo? E Charles Lutwidge Dodgson, sotto il ben più noto pseudonimo di Lewis Carroll, non identificò proprio il gatto quale primo interlocutore di Alice? «Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe come è, perché tutto sarebbe come non è e viceversa; ciò che è non sarebbe e ciò che non è sarebbe, chiaro?”“Siamo tutti matti qui. Io sono matto, tu sei matta” ribatté il Gatto alle parole di Alice – “E da cosa giudichi che io sia matta?” ­ “Devi esserlo, perché altrimenti non saresti qui”»(1)

   In tale estensione siderale sono stato proiettato dalle opere di Elena la quale sostiene che tutti noi ci stiamo muovendo in altre… Realtà? «Uguali ma diversi nel grande disegno Divino… Le ali colorate che comunque ci ricordano non esistere una sola dimensione…». Queste le parole dell’artista. 

   Proseguendo nel mio itinerario ogni volta ho provato mestizia nell’allontanarmi dalla precedente tappa sedotto da un senso di pace quale riverbero delle esatte composizioni che via via si sono imposte alla vista, desiderio di ammirare ancora toni, gradazioni e accostamenti che puntualizzano l’impenetrabilità ed allo stesso tempo rivelazione del Grande Mistero.

   Davvero notevoli i “Soggetti sacri”, figure coinvolgenti, accurate, oneste, intrise di candido fascino privo d’intenzionalità alcuna di negare o affermare l’esattezza dell’Ulteriore, lasciando libero l’osservatore di ammirarle secondo la propria urgenza esistenziale. 

   Creatività, mescolanze, simbologia, umano e trascendente sono le infinite sbarre del mondo di Elena da esse costretta nella continua speculazione di quanto la circonda imponendole surreali seppur efficaci raffigurazioni sia dell’esistente sia dell’immaginario fino a dissolverne ogni enigma e fornendo, riducendola all’essenziale, la sola rappresentazione alla portata di ciascuno di noi. Il tutto in un favoloso tripudio di sfumature e segni ad un tempo riconducibili alla pittura naturalistica a motivi geometrici tipica dei nativi delle grandi pianure dell’America del nord ed a quella più sviluppata delle popolazioni stanziali dell’America centrale.

   L’armonia e accuratezza del manufatto sfociano in lucentezza e sfolgorío improvvisi come fuochi artificiali color pastello che esplodono traverso le stelle lasciando attonito lo spettatore. 

   Lumache, meduse, cavallucci e stelle marini, pesci, per giungere a meravigliarmi delle stupende realizzazioni sempre in ceramica, piatti, vasi, calici, teiere, studio di tragitti coerenti, fondali marini, accessori moda con collane e spille, bracciali, orecchini e le realizzazioni in tessuto come illustrato all’inizio di questo meraviglioso percorso.

   Elena! Grazie di esistere, non fermarti e continua la tua ricerca, neppure potresti fare altrimenti, più forte di te l’esigenza di immergerti in questa fiabesca dimensione. Persisti a colorare ed abbellire la vita usando gli elementi che la natura ci offre che alla fine, ripeto, ma fine fine… altri non sono che ulteriori infinitesimali frammenti del medesimo componente primario del granello siliceo su cui approfittiamo di un passaggio che le tue creazioni rendono sicuramente piacevole, sereno e infondono speranza nel futuro. 

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

(1) Alice nel Paese delle Meraviglie (titolo originale Alice’s Adventures in Wonderland) è un romanzo fantastico pubblicato per la prima volta nel 1865 dal matematico e scrittore inglese reverendo Charles Lutwidge Dodgson, sotto il ben più noto pseudonimo di Lewis Carroll.

Immagini in evidenza: Opere dell’Artista Elena Verardo – Rossiglione Genova

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