MAURO GIOVANELLI intervista la pittrice JESSICA SPAGNOLO

MAURO GIOVANELLI intervista la pittrice JESSICA SPAGNOLO

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“Artepozzo Energie d’Arte Contemporanea”
VIII edizione mostra d’arte “Sintonia Immaginifica”
21 ottobre 2017 ÷ 5 novembre 2017
“Chiesa dei Confratelli di San Rocco” – La Morra (Cuneo)
Introduzione e saggio critico: prof. Mauro Giovanelli
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MG – Ciao Jessica, i miei complimenti per il tuo “essere” artista, vivere quella che oggi considero non più attività creativa ma missione. In una società che si sta proiettando sempre più velocemente nell’oscurità dell’ignoranza, cecità dell’indifferenza e ampio consenso al banale, la passione ed entusiasmo che trasmetti con la tua pittura sono confortanti. Adesso, per cortesia giura di dire la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità.

JS – “Giuro di dire la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità.”

MG – Lo giuro anch’io quindi affermo che tu sei persona meravigliosa, bella donna, intelligente, possiedi particolare fascino, hai “stile” nel proporti, delicatezza e temperamento (non facile la coesistenza dei due fattori), sei ritrosa per educazione ma non timida, sai ciò che vuoi pur respingendo ogni compromesso nel perseguirlo, per chi è mentalmente miope potresti pure passare inosservata tanta la consapevolezza di non avere necessità di esibirti, sei dotata di spirito indipendente… A parte la giusta e doverosa premessa domando: “Ti ritrovi in questo mio scarno profilo?”

JS – Mauro, ringrazio della bella descrizione, non solo mi ci ritrovo ma sento di essere portata allo scoperto dalle tue parole. Hai identificato caratteristiche di me che non avrei saputo descrivere così bene, felice di ciò che sono e fiera di ciascuna delle peculiarità che hai descritto. Ritrosa ma non timida. Vero! So quel che voglio ma riluttante ad accettare compromessi per conseguirlo. Pure vero di non avvertire alcuna necessità di esibirmi per essere notata e… neanche comprendo se questo sia un bene. Infine sì, possiedo uno spirito MOLTO indipendente, tipico di chi non scende mai a patti; non hai idea quanto quest’ultima caratteristica mi sia già costata ma… è condizione indispensabile per essere felici di guardare la propria immagine allo specchio ogni mattina.

MG – Non sono miope, è già qualcosa. “Dedichi il tuo tempo interamente all’arte? Se no, di che altro ti occupi?”

JS – Sono architetto o, come dico io, operaio dell’architettura sebbene nasca dall’arte (liceo artistico) e ad essa voglio tornare, a tempo pieno intendo, poiché mi gratifica e inorgoglisce. È mio nutrimento. Gli anni dello studio e quelli successivi alla laurea sostituivo la mia occorrenza con schizzi, linee e progetti colorati… che alla fine risultavano essere bozze di quadri! Durante l’esame di Stato ricordo che fui l’unica a completare il progetto con velature di acquerello… All’orale ricevetti i complimenti dalla commissione per la “vena artistica”.

MG – Complimenti! Il tuo “stato civile”? In parole povere pochi cenni sulla vita privata”.

JS – Sono separata e ho due meravigliosi figli, una femmina di 13 anni e un maschio di 11. Vivo con loro e li amo più di me stessa. Mi ritengo donna molto fortunata… anche per il mio stato civile.

MG – Cara Jessica, intanto desidero precisare non essere avvocato e la formula del giuramento, oltre che ironica e senza mettere in dubbio la sincerità che traspare dal tuo essere, è pure stato un espediente per rompere il ghiaccio. Aggiungo che, volendo, potresti anche avvalerti della facoltà di non rispondere. Personalmente ho la netta sensazione che la parte maschile dell’umanità sia fauna a rischio di estinzione. Meglio ancora ritengo siano in numero sempre più esiguo gli “uomini” nel senso stretto del termine. Al contrario, e per fortuna, le donne hanno salito parecchi gradini nella scala evolutiva. Agli atti i nostri politici (sia dal punto di vista fisiognomico che intellettuale) ma ulteriore prova la stai testé fornendo. Non intendo sviscerare i motivi della tua separazione, neppure ne avrei titolo, anche se ormai è consuetudine. Domanda: «Come è possibile che qualcuno abbia avuto la possibilità di “incrociare” la tua vita e, a torto o a torto, abbia permesso che il destino lo facesse allontanare da te? Non preoccuparti, parleremo anche di arte.»

JS – Cose che possono capitare. La vita ti mette di fronte a situazioni che nemmeno tu avresti mai immaginato. Per quanto riguarda la “parte maschile dell’umanità quale fauna a rischio di estinzione” ritengo che le donne abbiano salito parecchi gradini nella scala evolutiva per effetto fisiologico, naturale, e non poteva che essere così. Anticamente vigeva il “fallocentrismo” che non avrebbe potuto avere lunga vita. Fisicamente siamo diversi ma tutti abbiamo un cervello. Credo che gli uomini per troppo tempo si siano cullati all’interno di civiltà maschiliste ed il riequilibrio li ha “spiazzati”. Molti devono semplicemente metabolizzare il mutamento!

MG – Fisicamente siamo diversi… Una vera fortuna altrimenti sareste maschi! È solo una battuta, chiedo scusa. Immagino ciò che la vita possa riservare, l’ho vissuto, lo vivo ed ora pure anticipo il futuro comunque il modo in cui ho formulato il quesito ha voluto essere espediente di esternare la mia stima nei tuoi riguardi e la risposta, comprendo, la sola possibile che avresti potuto dare. In poche righe di una tua breve biografia si afferma: “…approfondimenti sulla storia dell’architettura e dell’arte hanno nutrito gli anni giovanili ampliando lo spettro della sua passione…”. In questa tua esplorazione quali sono stati i punti di riferimento? Fra i “grandi” chi sono gli artisti che ti hanno affascinata? In particolare hai un “pittore” che ami particolarmente?

JS – Il fatto di aver studiato per molto tempo arte e architettura mi ha ovviamente portata ad amare diversi artisti e architetti artefici della storia. Ho molteplici punti di riferimento sebbene, come mi capita quando ascolto musica, di solito del repertorio d un artista mi piacciono un brano o due. Nello specifico adoro particolarmente le figure che emergono dal buio di Caravaggio o la morbidezza espressa dalle sculture del Bernini. Ho amato pittori contemporanei che mi hanno sostenuta e consigliata fino allo scorso anno quando, ahimè, entrambi sono scomparsi : Daniele Fissore e Marha Nieuwenhuijs.

MG – Michelangelo Merisi… hai detto niente. Per tacere della morbidezza e, aggiungerei forza, desiderio maschio del possesso espresso dal Bernini; rappresentando la mano di Plutone le cui dita affondano nella coscia sinistra di Prosèrpina ritengo che costui abbia raggiunto la massima espressione della carnalità. Andrei volentieri agli Inferi per liberarla. Tralasciando la sua pittura questo “brano” del grande scultore è di tuo gusto?

JS – Sì Mauro, è molto di mio gusto, tanto da farne un dipinto: “INSIEME”.

MG – …Opera esplicita più di qualunque altra. I silenziosi “green” di Daniele Fissore mi ricordano, neppure tanto alla lontana, alcune opere di Edward Hopper. Anche i tuoi dipinti sono “taciturni” sebbene pare debbano annunciare qualcosa… Mi sbaglio?

JS – Non sbagli, i miei quadri hanno sempre un messaggio, amore, disperazione, passione… Ad ogni modo di Daniele avevo tentato di emulare il verde dei suoi green nell’opera che ho dedicato alla prima città che ha ospitato una mia personale: Savona. Il quadro si intitola infatti “OMAGGIO A SAVONA”.

MG – Molto bello! Mi piace, trovo ci sia Fissore e avverto pure qualcosa di Sironi.

JS – Grazie! Lo trovo un complimento meraviglioso. Lo stesso mio esperimento di rappresentare opere scultoree in pittura arriva dalla rappresentazione della serie degli “Eroi” di Fissore.

MG – Ammetto di aver ignorato, fino ad oggi, i lavori di Marha Nieuwenhuijs che, ho verificato, figlia d’arte venne sedotta dagli orditi arrivando a gestire un “Laboratorio di tessitura” frequentato da insegnanti delle scuole dell’obbligo. Di questa artista cosa ti ha affascinato?

JS – La sua capacità di raccontare “storie” all’interno delle sue opere. Soprattutto lei, una vera “madre artistica” capace di aiutarmi e correggermi non solo nella mia espressione grafica, particolarmente in quella psicologica.

MG – Tornando a Fissore egli disse: “…incominciai a proporre i mari (anch’essi mute praterie d’acqua n.d.a.) con grande fortuna ma la mia energia mi spingeva altrove…” e giunse a rappresentare con grande maestria gli eroi del Risorgimento. Dove ti spinge la tua creatività?

JS – La mia arte è in continua mutazione, è un mezzo mediante il quale esprimo i miei interessi sia per quanto riguarda le tematiche sia per la tecnica. Studio, esploro e realizzo il mio io. Mentre sto lavorando ad un quadro la mia mente già sta progettando il successivo e quello dopo ancora!

MG – Un mio aforisma recita: “Anche la più stupida delle donne non potrà mai essere stupida come l’uomo stupido”. Cosa ne pensi Jessica?

JS – A mio parere non si può generalizzare. La stupidità, anche ai massimi livelli, alberga sia negli uomini che nelle donne.

MG – Per definizione l’aforisma è generalizzazione altrimenti non potrebbe sancire una verità (per l’autore). Che la stupidità alberghi in entrambi i generi è scontato però… a parte le esperienze personali, il vissuto di ciascuno di noi, e prendendo alla lettera le Sacre Scritture, il Vecchio Testamento, in particolare “Genesi”, non è forse stata la donna ad ambire alla Conoscenza sollecitando “Adamo” (che vedo come essere “inerte” beandosi del suo bel paradiso) a disattendere la volontà di Dio? E Dio (uomo… a parte l’interessante ipotesi di Mario Benedetti – Uruguay – con il suo “E se Dio fosse donna?”) che in sei giorni ha creato stelle, galassie, il Cosmo che necessità avrebbe avuto, per generare la femmina, di fare la “tirchieria” prelevando una costola dello stesso Adamo? Era stanco? Disattento? Una donna non avrebbe commesso tale leggerezza che tante conseguenze negative ha comportato nei millenni a venire. Non trovi?

JS – Non ho tali conoscenze teologiche che mi permettano una riflessione in merito. Fatico ad immaginare Dio con una connotazione sessuale: Donna, uomo? Non è importante. È una Entità.

MG – Egli “È”. Basta. O potrebbe essere. Comunque Egli, non Ella generò l’uomo a Sua immagine e somiglianza. Suppongo ti stia chiedendo dove voglio andare a parare. In realtà neppure io lo so. Diciamo che improvviso, da artista, getto sul foglio di carta quanto mi suggerisce l’istinto, l’anima o qualunque cosa essa sia, non uso schemi prefissati. Alla fine io avrò imparato molto da te e tu un po’ da me. Mi intriga conoscere a fondo l’interlocutore. Interlocutrice in questo caso. Maschile e Femminile. Dio e Dea. Qui non si tratta di conoscenze teologiche ma di ciò che sta Scritto e tanta parte ha avuto nella storia dell’Umanità nonché pesante influenza circa lo sviluppo delle arti. Tu affermi non essere importante eppure, quella costola, ha posto il “sesso debole” in condizione di sudditanza rispetto alla “virilità”. Con questa domanda ritenevo di porgerti la clava sempre impugnata dall’uomo. Teologicamente mettiamola così: “Con la sua onnipotenza Dio ha deciso non solo di non esistere, anche di non essere mai esistito” . Questo splendido aforisma è del più grande filosofo contemporaneo, Anacleto Verrecchia, tuo concittadino, l’ultimo essendo mancato ai primi del 2012, un anno dopo avermi dedicato uno dei suoi capolavori. Ti fa riflettere? Riconsiderare la mia prima domanda?

JS – Ti posso rispondere in maniera del tutto personale. Il mio essere donna non mi ha mai fatto percepire far parte del “sesso debole” e neppure in ascendenza originata dalla costola di un uomo. Ora peccherò di superbia dicendoti di non avvertire condizione di sudditanza rispetto alla “virilità” maschile quindi ti ringrazio ma non raccolgo la clava che mi porgi.

MG – Peccato! Sarebbe stato un modo per mettere in evidenza lo strano e dilagante fenomeno dei “femminicidi”, infibulazioni che ancor oggi si praticano presso diversi gruppi etnici, la quasi totale sottomissione della donna in gran parte delle comunità mussulmane ed ebraiche (ortodossi) nonché in Italia e nello “sviluppato” Occidente per le diverse forme di trattamento economico, sviluppo di carriera come pure il “modo” di potersi inserire in diversi ambienti (cinema, teatro, moda, ecc.)

JS – Hai assolutamente ragione, la gran parte del mondo è ancora fortemente caratterizzato da un predominio di carattere maschile dove la donna è considerata al pari di un animale o di una pianta e non persona. Indubbiamente se il destino avesse voluto farmi nascere in questo tipo di civiltà la mia indole mi avrebbe portato a lottare per la parità. Ad ogni modo è estremamente difficile fare un discorso generalizzato perché dipende dall’area del Pianeta che stiamo considerando e con quale occhio. Ritengo ci sia un diritto supremo: quello della dignità dell’essere umano e ogni qualvolta questo codice viene violato è un abuso, a qualunque genere appartenga.

MG – Per quanto mi riguarda lottare avverso ingiustizie e soprusi non ha latitudine e longitudine. Torniamo sulla Terra. Lo chiedo a tutti coloro che ruotano intorno alla “creatività” in qualunque modo essa possa estrinsecarsi (pittura, letteratura, poesia, scultura, ecc.): “Artisti si nasce o si diventa?”

JS – Bella domanda. Secondo me ci si scopre artisti. Nel mio caso l’accentuata predisposizione all’osservazione, all’ascolto, all’introspezione emerge sin dall’età infantile, parte di me stessa, profondo, intimo. Perché indipendentemente da quanto la famiglia insegni, l’educazione ricevuta, se si avvertono aspirazione e coraggio di guardare con occhi puntati al proprio interiore, l’inconfessato, e farlo emergere, estrarre tutto ciò che si coltiva al fine di realizzare opere che possano essere più o meno apprezzate, credo sia massima soddisfazione . Una visione delle cose del tutto personale.

MG – A mio avviso artisti si nasce e alla base deve sussistere sensibilità congenita che appartiene solo al “creativo”, necessità ineludibile di traguardare il mondo, micro e macro, da altra angolazione. Del resto la tua risposta mi pare voglia affermare proprio questo. Secondo me il “cretino intelligente” non sarà mai un artista anche se, lo dico a malincuore, oggi il dio denaro potrebbe imporlo come tale. Le “masse” sono ormai spugne che assorbono l’inutile, il superfluo e l’orrido. Telecomandate.

JS – Concordo.

MG – Quindi deduco tu riesca ad immaginare quali potrebbero essere le caratteristiche del “Cretino intelligente”! E’ definizione personale che trovo appropriata per molti appartenenti, ahimè, al nostro consorzio “civile” e vale per entrambi i generi (M e F) oltre che estendersi ad ogni livello della società.

JS – Lo prefiguro. A mio parere il “cretino intelligente” deve innanzitutto essere intelligente. Finti cretini che dietro la maschera del cretinismo nascondono una intelligenza fine, trasversale, viscida. Il “cretino intelligente” è un intelligente che fa il cretino per “non pagare dazio”, tutto qui.

MG – Quelli che tu hai appena descritto sono i “furbi”, virtù servile. Il “cretino intelligente” è innanzitutto “cretino” (escludiamo il “cretinismo” patologico che, ahimè, è grave malattia). Diventa “intelligente” poiché si rende conto del suo stato quindi in tali individui, generalizzando, si acuisce una sorta di scaltrezza (fine, trasversale, viscida come tu affermi, aggiungerei “untuosa”) che, si badi bene, è spesso confusa con l’intelligenza. Da qui l’ossimoro “cretino intelligente”. Io ne ho incontrati molti, sono in ogni dove, di solito si mettono in mostra, nel mondo della politica li trovi a sciami, pure in quello dell’arte imperversano. Un flagello. Il “cretino intelligente” è un cretino che fa l’intelligente. Cosa ne pensi cara Jessica?

JS – Penso che, una volta individuati, i “cretini intelligenti” vadano tenuti alla larga.

MG – Beh! Questo è il minimo. Ma costoro, insieme ai “furbi”, sono invadenti, li trovi ovunque, anche sotto il tavolo mentre stai al ristorante, si insinuano nelle fessure, riescono a passare attraverso la toppa della serratura pur di arrivare sul palcoscenico. Ad esempio durante questo nostro colloquio ne abbiamo incontrato uno sbocciato come “tignosa verdognola” in un bosco subito dopo le grandi piogge. L’hai riconosciuto? Anche la sua fisiognomica lo identifica infallibilmente. Ti aiuto: Sul post relativo alla mia lirica “Non ti amo” inserito con tue opere quali immagine in evidenza nel diario di “Artepozzo” costui, F. G., è così intervenuto: “Splendida opera complimenti.” . Se fossi cretino come lui avrei messo un like ma fiutando l’olezzo ho invece abbozzato. Come vedi difficile tenerli alla larga. Sei d’accordo? Hai notato la grossolaneria?

JS – Comunque FB è una grande vetrina, un’opportunità che va sfruttata. Per quanto riguarda il “cretino intelligente”… non mi curo di loro ma guardo e passo. Insomma, non me ne faccio un cruccio, non gli permetto mai di invadere la mia vita al punto di essere dannosi o, quanto meno, ci provo.

MG – Infatti! Se li conosci li eviti. Non sono un cruccio però mi dà amarezza pensare che tali individui reggano pure le sorti del Pianeta. Avevo precisato: “…di solito si mettono in mostra, nel mondo della politica li trovi a sciami, pure nel mondo dell’arte imperversano…” pertanto invadono e determinano la nostra vita, la tua e la mia, senza chiedere permesso. Arrecano danno all’umanità e chissà dove potrebbero arrivare (e portarci).

JS – Quando dico che non mi curo di loro ma guardo e passo in realtà non è che non ne rilevi l’atteggiamento. Certo che, particolarmente di questi tempi, pensando a quanti, come tu dici, possano condizionare il nostro presente ed il futuro dei nostri figli…

MG – In breve vorresti esprimere le sensazioni provate durante l’inaugurazione dell’evento “Arte & Cinema” in commemorazione del Maestro Carlo Rambaldi tenutosi a Lamezia nell’agosto scorso e ciò che provi adesso traguardandolo a distanza di tempo?

JS – Bella esperienza. Intensa. In ogni suo aspetto. Dalla mostra ai tuoi interventi alla esibizione teatrale. Interessante osservare la partecipazione degli artisti selezionati e come, in modo variegato, abbiano espresso il loro mondo interiore attraverso le opere esposte.

MG – Però dobbiamo ammettere ci siano state alcune disfunzioni. Io stesso mi sono trovato a dover gestire l’imprevisto. Del resto avrai notato che da parte di alcuni ci sono state “critiche” piuttosto pesanti anche se mal confezionate e, in alcuni “capoversi”, addirittura drammaticamente divertenti… Sorvoliamo! Che mi dici su quanto ho visto e scritto […e fu tra le mura barocche della chiesa di San Rocco… questo vedo nella colorata realtà pittorica ricca di luci, ombre, simboli di Jessica Spagnolo (vedere relazione finale della mostra e commento critico – n.d.a.)] circa le opere che hai esposto a “La Morra”?

JS – Trovo che le tue parole siano davvero emozionanti perché hanno dato vita alle mie opere. Questa è la capacità di un artista e tu lo sei nell’arte della scrittura.

MG – Grazie Jessica, davvero onorato. Quindi condividi. Mi offri lo spunto per “rubare” un tuo onesto parere sulla poesia “NON TI AMO…” accompagnata dal tuo dipinto quale immagine in evidenza.

JS – La tua poesia mi ha rapita, principalmente in questi versi:

«……………
Mi nego anche
il banale, effimero,
infondato “per sempre”.
È finita!
Sto per morire,
vano il mio procedere
mutilato della metà.
Io manco di te! Naomi»

“…mutilato della metà.” Questo è ciò che si percepisce al termine di un amore. È estremamente toccante, Mauro.

MG – Obiettivo raggiunto dunque. Sono gratificato delle tue parole. Navigando sul tuo diario ho notato, fra le altre, un’opera (vedere immagine in evidenza) che mi ha costruito all’istante un pensiero e, come sempre capita, avrei potuto tradurlo subito in “commento critico”. Invertiamo le parti. Me ne vuoi parlare?

JS – Certo e parlandone mi ricollego al verso della tua poesia che ho pocanzi citato: “…mutilato della metà”. Titolo del dipinto “SOSPIRI”. Sono due individui quasi denaturati delle loro caratteristiche, resi implumi, asessuati, esseri che vivono respirando uno il fiato dell’altro. Se così non fosse sarebbero mutilati della metà.

MG – È “intero” che sopravvive all’estremo. Non ci crederai ma il primo pensiero che mi ha trafitto è riferito alla morte. In particolare il viso dell’uomo ha connotazioni che mi hanno ricondotto ai volti, o ciò che ne è rimasto, delle mummie dei faraoni egizi che, da solo e in tutta tranquillità, ho avuto modo di osservare nell’apposita sala al secondo piano del Museo del Cairo. Il profilo del naso dell’uomo e le labbra, di entrambi in quest’ultimo caso, danno la percezione che la decomposizione abbia avuto inizio. Non solo del corpo. Bel dipinto, ancora complimenti, molto “espressionista”.

JS – Grazie, obbiettivo raggiunto anche per me! Quest’opera è stata esposta durante l’evento “Arte & Cinema” a commemorazione del Maestro Carlo Rambaldi tenutosi a Lamezia nell’agosto scorso, insieme ad un altra mia opera dal titolo “OBLIVION”. In entrambe ho tentato di ricostruire l’atmosfera di rarefazione che spesso si respira nei film cui Rambaldi ha contribuito.

MG – In un film. “Alien” direi. Ricordo il breve scambio di parole fra noi! Ecco, vedi, “repetita iuvant”! Precetto particolarmente vero quando non si ha il fiato sul collo. Detesto l’alito pesante degli onnipresenti che pressano alle spalle. In quale corrente pittorica ti collocheresti? Con una parola dove inquadreresti la tua vena creativa?

JS – Credo di rientrare nell’arte figurativa ma, come ho affermato in precedenza, sono in continua evoluzione, quindi non escludo in futuro di diventare qualcos’altro.

MG – Diventerai qualcos’altro. È scritto nel DNA del tuo spettro di colori e inventiva. Ho l’impressione che tu non ti basti mai pertanto sei destinata ad evolvere e salire di livello. Secondo il mio modesto parere “Espressionismo di nuova generazione” sarà il prossimo gradino. Potresti meditare su un progetto ispirato dalla “Genesi” e, perché no? “Apocalisse”.

JS – Potrebbe risultare interessante…

MG – Aspetto al varco delle porte di Genova. Forse non ho formulato la domanda che ti saresti aspettata. A ruota libera e pensiero aperto ti spiacerebbe aggiungere qualcosa di tuo? In definitiva parlami di te a briglia sciolta.

JS – Questa domanda è la più difficile… penso lo sarebbe per chiunque. Quello che mi viene in mente in un impeto di auto analisi è che sono appagata di me stessa. Mi sento un essere libero, capace di autocritica in negativo ed in positivo.

MG – Nient’altro da aggiungere? Tutto qui? Per vincere il torrone e la bambola gigante dovresti dirmi qualcosa di più. Scherzo ovviamente. Alla gente poco importa che tu sia felice e libera anzi… molti preferirebbero vederti depressa e impedita altrimenti come farebbero a consolarti? Cerca di volare, tu hai le ali per farlo.

JS – Io volo Mauro, ho le ali spiegate verso il MIO domani. Non sento la necessità di essere consolata da nessuno. Troppe volte ho imparato che dietro una finta consolazione c’è il piacere perverso e malato del fatto che “l’altro” in realtà stia male.

MG – Hai eseguito lavori dedicati alla mia città? “La Superba”?

JS – Non ancora, aspetterò che Genova decida di ospitare una mia personale per dedicarle un’opera… Come fu per Savona!

MG – Allora a quando le porte dell’antica Repubblica Marinara ti saranno spalancate. Cara Jessica, è stato un vero piacere conoscerti e avermi dato la possibilità di scambiare quattro chiacchiere. Spero non averti annoiata, non sempre sono conciso nel parlare e scrivere anzi ritengo che siano spilorci, con la scusa degli “spazi” o nel timore di “tediare” la gente, coloro che non hanno alcunché da dire e assorbire. Chi vuol leggere legga, chi preferisce disquisire su “Il Grande fratello VIP” giri alla larga (insieme ai “Furbi” e “cretini intelligenti”). Per te l’auspicio che formulerebbe l’arabo di “Finalmente albeggia: “Che il sole illumini il tuo viso ed il vento soffi sempre alle tue spalle”. “Dulcis in fundo”. Potresti esprimere un tuo giudizio circa le opere del Maestro Carlo Rambaldi? In generale per quanto esposto a Lamezia Terme ed in particolare sui due dipinti gentilmente prestati da Daniela Rambaldi a nome della “Fondazione Carlo Rambaldi” per l’VIII edizione de La Morra?

JS – Orgogliosa e felice di poter prendere parte e contribuire ad una mostra indetta in onore del grande Maestro. Quello che penso di Rambaldi: “Un mostro sacro”. Le sue doti e capacità sono state riconosciute a livello internazionale, Rambaldi ha saputo far confluire le sue qualità artistiche all’interno della cinematografia ed il risultato è stato ALIEN, KING KONG, ET… Ho i brividi solo a parlarne. Estremamente eccitante per me poter visionare dal vivo le sue opere pittoriche e la grande espressività che da esse emerge dimostra che la genialità presente all’interno di una persona fluisca attraverso tutti i canali possibili e immaginabili. Mi auguro, con il mio modesto contributo, di avere fatto onore a questa grande figura di uomo.

MG – Grazie cara Jessica. A presto rivederci e, se permetti, un abbraccio. Buona fortuna.

JS – Grazie, il piacere è stato tutto mio. Spero di incontrarti presto per poter ancora disquisire di arte davanti ad un piatto di Tajarin al Ragù bianco e un buon bicchiere di Dolcetto, come fu quella sera a La Morra, o qualunque portata tipica ci verrà proposto. Mi piace che Arte e Cucina vadano a braccetto. Un abbraccio anche a te.

MG – Sono d’accordo: “Arte, poesia, letteratura, lealtà ed eccellente cucina”. C’è qualcosa di meglio?

La Morra CN, 5 novembre 2017

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com
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Immagine in evidenza: Fotografie effettuate a “La Morra” – A sinistra l’artista Jessica Spagnolo, esecutrice del fotomontaggio ed autrice dell’opera “SOSPIRI” (al centro). A destra Mauro Giovanelli.

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