BISCA

BISCA

… seguito da una scia di fumo
quando esci dalla fascinosa e fetida bisca,
mentre allenti il nodo della cravatta
e slacci il primo bottone della camicia
diventato improvvisamente molesto
l’alba ti stordisce…
Stridore di saracinesche
che sbadigliando spalancano negozi,
profumo di pane appena sfornato.
Adocchiando orologio e fermata del bus
con passo lesto transita l’impiegato
stringendo borsa in cuoio del lavoro svolto a casa.
L’anziana massaia si reca anzitempo ai mercati
per risparmiare neppure uno
dei tanti “cip” con noncuranza gettati
nel piatto, della fortuna secondo i “polli”,
dell’ingegno e sfrontatezza per gli audaci.
Un raggio di sole conforta il barbone,
riprende fiato, ancora non ha fallito,
immediate le mani frugano le tasche
da cui estrai mucchietti di denaro,
banconote unte, stropicciate, ferite,
e nel cercare di riordinarle,
sommariamente,
senza contarle,
ne offri una parte a chi ha scelto la libertà.
Chiede sempre e solo una sigaretta
ed è con schietta,
autentica resa che li accetta.
Mentre sgranchisci le gambe,
sistemi i pantaloni, chiudi la cintola,
ti dai una rassettata
specchiandoti nella vetrina
dalla quale osservi i rumori della frenetica città…
Vedi il suo alacre riflesso…
Ti volti ed è lontana, fai un rapido bilancio
fra ciò che hai vinto
e quanto potresti aver perduto.
Il suo passo è leggero, onesto, sincero,
sembrerebbe avere in pugno la verità,
ha lasciato nell’aria profumo di fresco,
lavanda forse, fragranza di pulito.
Chissà quali sono i colori della sua realtà.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza ricavata dal web

RIPRODUZIONE RISERVATA 

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