11 SETTEMBRE 2001
Un’ora qualunque di svariati giorni fa,
forse mesi o anni,
potrebbe essere l’attimo appena trascorso,
oppure adesso, mentre scrivo queste parole.
Il tempo non esiste più,
gli orologi si sono liquefatti
come nei dipinti di Salvador Dalì,
lui lo sapeva.
Allora la persistenza della memoria
ha preso il sopravvento,
si è espansa enormemente,
da non vederne più i confini.
Dissolto ogni punto di riferimento,
rimane l’ultimo ricordo
a tenere insieme la mia massa,
rallentarne appena la velocità,
quel tanto
da non farle toccare il limite della luce,
impedire l’infinito
e combaciare con il tutto.
Quindi posso afferrare quel momento.
Eh, sì! Perché ciò che cerco
è del mondo di prima.
Ora vago in uno spazio
sospeso sull’abisso,
dove l’intero è diverso,
cerco la discontinuità
da cui ha avuto inizio l’incubo,
per me, per tutti noi: la mattina de
l’11 settembre 2001.
Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com
La poesia “11 settembre 2001” è stata pubblicata il 10 settembre 2015 sul sito www.memoriacondivisa.it
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