NON È UN PAESE PER ELETTORI (Genova, cormorani, petrolio, gufi e Renzi)

NON È UN PAESE PER ELETTORI
(Genova, cormorani, petrolio, gufi e Renzi)

Dunque… da dove cominciare? Mica facile! Considerando che la nostra Penisola è diventata un cinema all’aperto che ne direste de “Il Padrino”? In particolare la scena in cui il vecchio e stanco don Vito Corleone (Marlon Brando), durante il colloquio con il suo erede (Al Pacino) che era andato a trovarlo per chiedergli un consiglio, così lo mise in guardia: “Ricordati Mike, chi avanzerà la proposta di Barrese… quello è il traditore.” No! Credo non sia una buona idea, Mike avrebbe dovuto ricordare un solo nome, qui sarebbero troppi fra spergiuri, confidenti, impostori, affaristi, voltagabbana, bugiardi… ci vorrebbe la memoria di un branco d’elefanti. Al massimo si potrebbe e si deve tener conto di una massima citata in quella stessa pellicola: “Mai odiare il nemico, ti fa perdere lucidità di mente”.
Eh, sì! Perché ho l’impressione che i cittadini e il Governo italiani non abbiano più la sensazione di appartenenza alla stessa “famiglia” che, proprio in relazione al tema trattato nella trilogia firmata dal regista Francis Ford Coppola, sono ora sempre più numerose ed ingorde oltre che propense a formulare al popolo “offerte che non si possono rifiutare”. Ci vuole calma, attenzione, stiamo muovendoci su un terreno minato e… poco ricettivo. Statistiche alla mano, da una parte sembrerebbe che il nostro Paese detenga il triste primato di avere la più alta percentuale (sfiora il 70%) di analfabeti funzionali e di ritorno, dall’altra sia fra le prime dieci Nazioni del Pianeta più corrotte e ignoranti… Una bella miscela esplosiva!
Dal referendum del 17 aprile 2016 inerente le così dette “Trivelle” emerse un dato (Ministero dell’Interno) definitivo, significativo e prevedibile che attesta l’affluenza dei votanti al 31,19% (dei quali il fronte del Sì supera l’86%) quindi astensionismo al 68,81%. Da ciò si evince in modo inequivocabile che tali valori coincidono con il triste primato di cui sopra ovvero il futuro della Nazione è nelle mani di illetterati, ignoranti e menefreghisti fra i quali potrebbero esserci molti politici. Infatti la responsabilità dell’ignavia in cui sono precipitati i cittadini è tutta degli Esecutivi che si sono succeduti in questi ultimi trent’anni (ad essere generosi) fino all’attuale il cui Presidente del Consiglio, che è stato legittimamente nominato dal Presidente della Repubblica, quindi senza esser passato da una consultazione popolare, ha invitato a non andare a votare e lui stesso, per coerenza al suo vile abito mentale, non si è recato al seggio. Non menziono la “Buona scuola”, “Sanità”, “Fisco”, ecc.
Proprio durante tale celebrazione di “sovranità popolare”, anzi mi pare il giorno stesso, concessa obtorto collo dal Parlamento, un tubo ed una diga della IPLOM di Busalla (entroterra ligure) si permettono il primo di spaccarsi e la seconda cedere, con l’inevitabile conseguenza che 50 tonnellate di petrolio vengono dispersi nel bellissimo, azzurro e aperto mare di Genova la Superba. Ovviamente i notiziari nazionali cominciarono a diffondere la notizia non ad urne chiuse ma a scrutinio effettuato, anzi per sicurezza (in questi casi sì che la cautela è tenuta nella massima considerazione) qualche giorno dopo fino ad accennare all’accadimento quando possono bisbigliare che “proseguono senza sosta le operazioni di messa in sicurezza e bonifica dopo la rottura della tubatura IPLOM. Parte del petrolio ha superato la diga, e il timore è che il peggioramento delle condizioni meteo aggravi la situazione”. Colpa del brutto tempo! A parte il fatto che i telegiornali regionali descrivono (i soliti gufi ma questa volta si tratta di cormorani come vedremo) una situazione più allarmante tipo donne, mogli e madri, in strada con la mascherina per difendersi dalle esalazioni, bambini chiusi in casa, gestori degli stabilimenti balneari preoccupati per l’imminente stagione estiva, così ristoratori, albergatori (che hanno ricevuto disdette), commercianti, bagnini, ecc. nonché cassa integrazione per 240 operai della stessa raffineria che chiude, quindi perdita di posti di lavoro, quegli stessi che il giovane ma aitante Renzi invocava di difendere nella sua incisiva propaganda di andare a passeggiare anziché a votare. Fortuna sua che siamo in aprile altrimenti avrebbe ripetuto l’esortazione di un certo Craxi (cui gettarono le monetine all’uscita dall’Hotel Raphael) che invitò benevolmente di “recarsi al mare” cosa che qui è al momento poco salutare; ho detto “qui” perché il sottoscritto è genovese e, per citare il mio grande amico nonché bravissimo artista Enrico Bafico nel corso della mia intervista: “la genovesità è un sacrificio di cui bisogna essere degni”.
Senza tener conto dei danni al torrente Polcevera in merito ai quali il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha dichiarato “serviranno fondi straordinari perché questo corso d’acqua ha subito un danno molto serio”, le ultime notizie “locali” dicono che la scia di petrolio in mare sta procedendo verso la Costa Azzurra e vaga incontrollata come “una nave senza nocchiero in gran tempesta”. Spinte dalle correnti le chiazze di oro nero hanno preso il largo e nel pomeriggio di ieri i telerilevamenti le hanno localizzate già dopo Savona, davanti a Loano direzione ovest. Impossibilità pure di poterlo “recuperare” almeno parzialmente proprio per lo spandersi a “pelle di leopardo”.
Spero di essere stato chiaro e conciso (non coinciso come, bontà sua, aveva suggerito il Presidente della Camera per correggere un deputato che esordì dicendo “Sarò circonciso…”).
A questo punto dovrebbe sorgere spontanea una domanda: Come ve le spiegate tutte queste “contraddizioni” e “alterigia” da una parte e noncuranza dall’altra? Non potrebbe essere che la popolazione si sia “assuefatta” all’arroganza del Potere “cum gaudio magno” dei nostri Governanti? In merito alle ultime dichiarazioni del magistrato Piercamillo Davigo, Consigliere delle Sezioni unite penali presso la Corte di Cassazione, parleremo prossimamente.
Sempre restando nel mondo dello spettacolo, e concludo, nel film carcerario “Le ali della libertà” (The Shawshank Redemption) di Frank Darabont ad un certo punto il detenuto Ellis Boyd (Morgan Freeman) confessa sconsolato all’amico e collega Andy Dufresne (Tim Robbins): “Io dico che queste mura sono strane (del penitenziario n.d.a.). Prima le odi, poi ci fai l’abitudine e, se passa abbastanza tempo, non riesci più a farne a meno: sei istituzionalizzato. È la tua vita che vogliono, ed è la tua vita che si prendono. La parte che conta almeno.”
“Istituzionalizzato…” Bel termine. Non potrebbe essere questo il problema vero? L’abitudine all’oppressione? Il giogo del padrone? Tanto da sentirci a disagio solo pensare di uscirne? Ci hanno rubato una porzione importante della nostra esistenza quindi ormai vada come vada? Il cervello è sedato? Abbiamo rinunciato ad ogni aspettativa? O siamo intimoriti? Quindi la risposta che proferisce sicuro Andy Dufresne alla considerazione appena udita: “La paura ti rende prigioniero, la speranza può restituirti la libertà.” che risveglia la coscienza di Ellis Boyd non avrà alcun effetto su di te, anonimo lettore?
Pensaci!

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

L’articolo “NON È UN PAESE PER ELETTORI” è stato pubblicato il 27 aprile 2016 sul sito www.memoriacondivisa.it

Immagine in evidenza ricavata dal web

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P. S.
Per questo articolo qualcuno mi accusa di essere “prolisso” ma… quando si è circondati da persone che, non per loro colpa, stentano a capire un concetto spiegato in poche righe, ciò che fanno i “grandi” attuali giornalisti proprio a tale scopo, siete d’accordo sull’opportunità di spendere due o tre paragrafi in più per cercare di penetrare efficacemente nella mente dell’interlocutore al fine di aprirla? Risvegliarla dal torpore? Come l’untuoso petrolio si incunea, filtra capillarmente nel nostro territorio spegnendo al contrario la vita? A malattia grave terapia pesante. Sì o no?
Mauro Giovanelli – Genova

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