SIC TRANSIT GLORIA MUNDI (Poletti e altre creature leggendarie…)

SIC TRANSIT GLORIA MUNDI
(Poletti e altre creature leggendarie…)

Per non “disturbare” i più remoti mi rivolgo agli “Onorevoli” Componenti cinque Esecutivi della XVI Legislatura Italiana che hanno attraversato questi sette anni circa (stiamo entrando nell’ottavo). Gli ultimi quattro raccogliendo la “campanella” dai precedenti per nomina del Presidente della Repubblica (*) (escluso quindi il Berlusconi IV). Il punto è che hanno guidato questa splendida Penisola ridotta ad un “sito” reso quasi inguardabile da chi vi è nato, invivibile per coloro che lo amano, repulsivo per i giovani da essi deprivati di cultura, senso morale, speranza, sogni; insopportabile agli anziani ai quali è stato estirpato potere di acquisto, ricordi, serenità, senso di appartenenza… ebbene desidero informarVi che il sottoscritto, al contrario di Voi che di certo officerete riti solenni, cerimonie pubbliche, celebrazioni e pranzi ufficiali, non intende farvi gli auguri di Natale, altresì respinge i Vostri. Due sono i motivi: in primis per una sua propria concezione di quella che ormai è diventata mera e ripetitiva farsa, concentrato di tutte le ipocrisie cosmiche, in secundis (poco usato n.d.a.) perché ritengo di potervi insegnare a muovervi, riflettere, leggere, scrivere, parlare, ponderare, pensare, meditare e finanche tacere.
Non desidero includere il Capo dello Stato verso cui devo mostrare “doverosa” e “obbligatoria” deferenza ma credo non sia disdicevole fargli sapere che i discorsi formali dai quali la “nostra” Nazione viene sommersa (sono in trepida attesa della notte di S. Silvestro) il sottoscritto li farebbe “a braccio” senza neppure prepararli, nessun foglietto leggerei o sbircerei, neppure il “palmare” sottobanco come usa fare Renzi pure credendo, spremendosi in chissà che (?), di declamare in Argentina una poesia del grande Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo. Sarebbero il cuore, l’anima (o qualunque cosa essa sia) la mente a formulare le sincere e appropriate proposizioni, mettermi le giuste, leali e spontanee parole in bocca che si articolerebbero automaticamente in asserzioni ed enunciati nutriti da autentico sentimento, sofferti per la convinzione di traguardare al giusto, senza gesticolare ma osservando bene gli interlocutori, testa alta, occhi piantati sulla platea.
Però al Poletti (quello che già affermò che con 320 o 400 €uro/mese una famiglia potrebbe vivere dignitosamente) desidero ficcargli bene nel cranio che la sua ultima sortita: “Giovani italiani vanno all’estero? Alcuni meglio non averli tra i piedi…” neanche è degna di una carogna. È un di più precisare che il tasso di disoccupazione tra i figli dell’intero esercito di politicanti è 0 (zero) e la maggior parte di essi occupano posti di alto prestigio percependo “idonei” compensi, fra loro essendoci di certo (statistica alla mano) dei “pistola” (termine da lui adottato nella “nobile” esternazione).
Il Poletti non si permetta mai più di proferire alcunché riguardo ai miei figli né a quelli di coloro che condivideranno o meno questo articolo.
Al “talento” del PD che ha elaborato il concetto “Si è scusato (il Poletti n.d.a.), non si deve dimettere…” dico, e concludo, che dovrebbe accomiatarsi pure lui essendo impossibile fargli capire che “persone” di cotanto “ingegno” ce l’hanno dentro il mostro e… non si può estirpare.
Pensare che sono un uomo di tale riserbo… Adesso la parola ai giornalisti “veri”, i professionisti della carta stampata, conduttori TV, direttori di telegiornali, “Ottoemezzisti”, “Mezzoristi” e compagnia cantando.
Mauro Giovanelli – Genova
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(*) Immagine in evidenza: In senso orario da sinistra in alto Governo Berlusconi IV (sessantesimo Esecutivo della Repubblica Italiana, primo della XVI legislatura insediatosi il 8 maggio 2008 dopo le ultime elezioni tenutesi nel Paese) a seguire Monti, Letta, Renzi (nominati dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, oggi “Emerito” con una pensione di 880 mila €uro/anno più annessi e connessi) ed infine Esecutivo Gentiloni (nominato dall’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella).

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