LA CHIAVE NELLA TOPPA

LA CHIAVE NELLA TOPPA

Splendide quelle donne che si ritengono “fichissime”. Davvero! A tal punto convinte di possedere la toppa che possa adattarsi a qualsiasi chiave, password, combinazione da ignorare completamente il significato di amore, passione, sesso, follia (a mio avviso naturalmente). Bastanti a sé stesse nonché agli umani dal portafoglio a fisarmonica con i quali abitualmente si accompagnano, svolgono pure funzione di complementi d’arredo della “di lui” super auto, in pratica optional fuori catalogo da esibire a parenti e amici, soprattutto conoscenti e vicini di casa. Sono persuase dell’universalità dell’abito mentale che indossano accompagnato da irresistibile vestito griffato, pettinatura perfetta e acconcia, trucco minuzioso al punto da fare invidia ad un Mandala, scarpe da delirio, tacchi vertiginosi, fisico palestrato e massaggiato quel tanto. Eleganti comunque, belle direi ma… finte e… di solito troppo magre per i miei gusti.
Neppure arrivano solo ad immaginare che potrebbero, non dico passare inosservate ma… guardate con indifferenza. Al limite curiosità. Non escludo improvviso attacco di libidine.
Stavo rientrando a casa e… pensavo davvero al caso mio poiché i tanti altri, adesso forse troppi, paralleli e coincidenti come binari, indefiniti alla stregua di ogni dogma… li ho archiviati in un recesso della mente come le lettere che trovo nella cassetta, non lo immaginereste mai però intendo la cassetta delle “lettere” appunto, missive che depongo sulla scrivania dello studio senza neppure aprirle, compresse dalla potente scultura argentea firmata Ajmone, invidiabile fermacarte. Nel sostare un istante per accendermi la sigaretta il mio sguardo incrocia quello di una bellissima fanciulla che stava scendendo, lato passeggero, dalla vettura rosso fuoco, nuova fiammante, che solo dopo realizzai essere la più classica delle auto per “esagerati”, un po’ come quei famosissimi orologi svizzeri d’oro massiccio, cinturino compreso, quelli da un chilo tanto per intenderci, subacquei per tuo compiacimento in quanto potrebbero trascinarti a fondo come la zavorra dei palombari e neppure riusciresti a cronometrare l’ora della tua morte. Pacchianeria allo stato puro.
In realtà il mio considerare l’apparizione andava oltre anche se mi pervenivano i riverberi di cotanta avvenenza, senza falsa modestia e distaccato da ogni autoreferenzialità era più lei ad essersi soffermata su di me che il sottoscritto, questione di attimi comunque, quelli che ti raccontano intere storie. In una frazione di secondo ella nobilitò la sua figura con una sferzante e stizzita mezza roteazione del mento per andare a puntare il naso in alto verso chissà quale miraggio. Forse fece intendere non essere alla mia portata oppure cercava conferme.
Quando vidi uscire il “pilota”, azzimato sullo sportivo “casual” andante, i tasselli andarono al loro posto. Per farla breve uno appartenente alla tribù degli Scilipoti, odore di colonia così invadente da avvertirlo io stesso che pure transitavo nel marciapiede opposto.
Ignoro il motivo per cui ho avvertito l’esigenza di annotare ciò. Forse perché, come ho scritto poc’anzi in altra chiosa, al momento vorrei abitare in una roulotte posta al confine di qualche deserto, poco distante dall’ultima cittadina che offra i pochi servizi necessari alla sopravvivenza, possedere un mezzo sgangherato per raggiungerla, guardare il tramonto ogni sera… l’alba qualche volta allorché fossi in buona compagnia.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza ricavata dal web: Sfilata di moda a Londra

RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Response

  1. Alberti Rosaria ha detto:

    Quando si ha avuto molto, troppo dalla Vita….. si torna a desiderare l’essenziale!!!!!!
    La vera Bellezza non si compera, così come l’Amore, tutti possono goderne!!! Ciao, mi piace sempre molto leggerti!!

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