MA CI FACCI IL PIACERE!

MA CI FACCI IL PIACERE!

“Ce lo chiede l’Europa…” questo è l’incipit di ogni comunicato governativo, a reti unificate o meno, che preannuncia gli imbrogli che da anni vengono somministrati ai soliti noti: pensionati, lavoratori, disoccupati. Anche la piagnona Fornero, supportata dal Monti che in quel momento era senza loden, sempre pieno di niente come quando lo indossa, aveva adottato tale locuzione. A seguire: “è un sacrificio che dobbiamo fare…”. E qui entra in gioco il plurale “dobbiamo” molto usato dall’ex premier Letta e addirittura abusato dall’attuale primo ministro Renzi Matteo. Infatti “Dobbiamo adeguarci…” chiude ogni discorso della guida scout e dei suoi corifei, collaboratori e collaboratrici, i cui sguardi, mentre seguono il capo che pontifica, assumono l’espressione rapita dei pastorelli raffigurati nelle immagini sacre delle apparizioni mariane. In ogni caso, indipendentemente dal sesso, quando ascolti i vari ministri, segretari, ecc. sembra che ripetano la lezione impartita loro dal rottamatore di nr. quattro auto blu tramite e-Bay, gabbata ai cittadini come il più grande sacrificio sopportato dalla “Casta”.
Andiamo al sodo.
Esiste una Commissione Europea preposta al sacrosanto impegno di unificare, per quanto possibile, questo nostro continente occupandosi di ogni cosa. Dagli ascensori che secondo una nuova normativa dovranno essere sottoposti a verifica della “classe di rischio” e interventi di manutenzione straordinaria, ai Gestori Carburanti per i quali è già stato dato il via libera al disegno di legge di equiparazione alle norme europee per gli impianti “ghost”. Si analizzano pure nuove regole per fermare il maltrattamento e lo sterminio dei randagi in Europa. È pure allo studio l’adeguamento alle disposizioni europee del Depuratore Napoli Est, per ridurre l’aggravarsi delle condizioni del golfo di Napoli nonché dei depuratori di Ischia, dei 5 depuratori a nord di Napoli, delle fogne e dei collettori per il disinquinamento del Sarno. Per non parlare della standardizzazione alle prescrizioni europee circa la sicurezza delle attrezzature utilizzate negli ambienti di lavoro.
L’Europa si è perfino occupata della produzione del lardo di Colonnata e ne nacque una disputa non di poco conto che sfociò nel grottesco. Alla fine prevalse il palato degli ispettori della Commissione preposta che al grido di “al diavolo il colesterolo” diedero il loro placet. Oggi questo prodotto viene consumato in tutto il mondo così come si produce da secoli. “Le Cirque”, ristorante di gran fama a Manhattan, lo serve fra le sue prelibatezze più preziose. A Strasburgo ci si occupa pure della rispondenza a caratteristiche di sicurezza cui devono sottostare i calciobalilla prodotti direttamente da noi ma con materiali certificati secondo le leggi italiane ed europee.
Sembrerebbe che venne affrontato anche il tema circa l’altezza dei tacchi delle scarpe che fu immediatamente accantonato per le violentissime crisi isteriche dell’allora primo ministro Berlusconi che già si vedeva costretto a girare sui trampoli; Brunetta rimase deluso poiché si sarebbe adeguato volentieri alla geniale alternativa del suo capo.
Ora mi domando, e mi scuso di essere prolisso, ma se tutto deve sottostare, per quanto possibile, a precise conformità, regole, tutte mirate all’integrazione e all’abbattimento delle disuguaglianze, come mai nessuno si è mai occupato della scandalosa differenza fra gli stipendi dei parlamentari dell’Unione? In Europa c’è un’Autorità a conoscenza del fatto che i nostri politici hanno emolumenti stratosferici? Privilegi e benefit galattici? Perché se qualcuno non prenderà di petto questa infamia l’Italia resterà comunque al palo, invischiata nel coacervo degli interessi privati di ciascun “gruppo”, visto che non c’è un solo giornalista, da Repubblica, Corriere, Stampa, ecc. nonché conduttori televisivi e relativi ospiti, che osino soltanto sfiorare questo argomento. Avete notato che le rubriche “lettere al direttore” o “la posta di…” sono diventate dispensatrici di buoni consigli invitando “ad avere pazienza e sperare nell’altra vita”? Alle legittime proteste che gli pervengono, anche in merito ai privilegi di cui godono i nostri professionisti della politica, il giornalista di turno risponde alla maniera di un parroco di campagna appostato dietro la grata del confessionale, manca solo che dia la penitenza infliggendo quattro Ave Maria e tre Pater Nostro. Lo stesso vale per i conduttori dei talk show che ormai dall’alto della rendita di posizione acquisita fanno finta di affrontare argomenti spinosi per concludere le serate con un “volemose bene che poco ce costa, che è er mejo modo pe campà!” (loro naturalmente).
La cosmica presa in giro del Renzi Matteo circa la sentenza della Consulta in merito alla porcata Monti-Fornero sulle pensioni, ha stasera raggiunto l’apice. Al TG1 ha detto: “il primo agosto restituiremo per ora un simpatico (?) bonus a 3 milioni e 700 mila pensionati… esclusi dal provvedimento saranno gli assegni superiori ai 3.200 euro lordi mensili…”. Si vede che è uno che di pensioni se ne intende visto che 48 prima di essere eletto, nel giugno 2004, si fece assumere a pieno titolo come dirigente nell’azienda del padre per farsi pagare i contributi dagli italiani secondo il decreto legislativo 267 articolo 86; prima che il trucchetto venisse scoperto il nostro leader ci è costato non meno di 300 mila €uro. Li avrà restituiti? Ma nonostante la sua competenza in materia forse ignora che 3.200 €uro lordi corrispondono a circa 1.700 netti in un Paese dove il solo affitto di un appartamento medio viaggia dai 6/700 ai 1000/1200 €uro mensili.
Ma c’è una personalità nella nostra Penisola che abbia il coraggio e l’orgoglio di indignarsi, al di là della posizione sociale che occupa, se non altro per evitare di farsi prendere per i fondelli? Un politico che dica “dobbiamo adeguarci, ce lo chiede l’Europa. Anche perché così potremo contribuire a restituire i soldi sottratti ingiustamente ai pensionati…”. Questo si chiamerebbe anche “senso morale”.
“Siamo uomini o caporali?” si domandava il grande Totò 60 anni fa. Caporali, principe Antonio De Curtis, siamo caporali… e tutto il resto “bazzecole, quisquilie, pinzellacchere!”

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza ricavata dal web – Fotomontaggio eseguito dall’Autore

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