LA PAROLA AI GIURATI

LA PAROLA AI GIURATI

I giornalisti di casa! Che personaggi strani sono. Tanto per portare un esempio ricordo ancora una puntata di “Otto e mezzo” de l’11 giugno 2014 che mi ha fatto vivere un’esperienza tragica. Da quel giorno, appena terminato il TG (anche Mentana non scherza) mi dedico a cose ben più importanti, tipo leggere, ascoltare musica o scrivere appunti come questo. Quella sera, dopo aver ascoltato le tesi dell’ospite di turno, un professore di filosofia, mi si sono allargate le domande. Com’è possibile che Lilli Gruber dia la parola a chiunque le capiti a tiro? In questo caso la risposta è semplice e scontata: siamo in democrazia. È vero! Ma lo sa che la sua trasmissione, data l’ora, potrebbe essere seguita anche da minori non accompagnati? Perché la conduttrice definisce “opinione” ogni corbelleria che mi è capitato di ascoltare da costui? È normale che un docente non riesca a comprendere l’intima essenza del “libero convincimento” e, a proposito della responsabilità civile dei Magistrati, l’importanza della serenità di giudizio della quale i medesimi devono godere? È così improbo rendersi conto che l’unica riforma della Giustizia su cui è necessario metter mano con urgenza sia quella di dotare di idonei strumenti gli addetti ai lavori? Nell’era informatica nessuno nota i carrelli strapieni di faldoni che circolano nei Tribunali? Non parliamo della pletora di mediocri avvocati che su questo equivoco, “la colpa è del Giudice”, ci marciano così speditamente che al confronto il keniota Wilson Kipsang Kiprotich, campione mondiale della maratona, è una lumaca.
Per fortuna a contenere lo tsunami c’era Marco Travaglio, viso strabiliato già aguzzo di suo che gli si affilava sempre più nel cercare di mettere la prua a tali anomale ondate. Allo scopo di valutare se potessi esser io ad aver le traveggole, l’indomani sottoposi il mio punto di vista a intellettuali di rango e la risposta fu di non far caso ai dettagli. Quindi secondo i nostri soloni dell’informazione sarebbe una quisquilia lasciar sparare cazzate attraverso l’ex tubo catodico.
A mio giudizio in questo Paese abbiamo perso il senso della misura… costui, l’insegnante, è uno deputato a formare i giovani, tiene lezioni all’Università, mica fa l’eremita.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Ospite: Massimo Adinolfi (n.d.a.)

Immagine in evidenza ricavata dal web. Fotomontaggio eseguito dall’Autore

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