QUESTA È L’ITALIA, BELLEZZA!

QUESTA È L’ITALIA, BELLEZZA!

Forse colpa del tempo, ma qualche sera fa indifferenza e sgomento mi avevano inchiodato davanti alla tv deciso a gustarmi un film distensivo al termine del quale, mal me ne incolse, passai a La7. Chi ti vedo a “DiMartedì”, il talk show di Giovanni Floris? La Pina Picierno nel momento in cui, con estensione di labbra fino alle orecchie, decanta le specificità del PD per le quali, sulla base dei sondaggi evidenziati poco prima da Nando Pagnoncelli, lo vedrebbero premiato dai cittadini. Stavo per spostarmi su qualche altra visione meno scostante quando il conduttore dà la parola all’antropologa Amalia Signorelli partendo dalla seguente constatazione:
Professoressa, le chiacchiere stanno a zero, come ci ha appena riferito la Picierno, il PD non solo piace a chi l’ha votato ma inizia ad attrarre pure chi non l’ha votato.
Con delicatezza, eleganza e “sense of humor” l’intelligente signora esordisce con una freddura:
Il fatto che la maggioranza degli italiani si scelga dei governanti tragicamente sbagliati non è una cosa nuova…
Le risate della platea coprono la voce della docente che si interrompe qualche istante per riprendere con garbo il filo del discorso:
…però non voglio esimermi con una battuta, desidero fare una valutazione molto seria e cioè la tecnica per mietere consenso è una disciplina largamente approfondita e quando un uomo politico può contare su uno staff che sa convogliarlo, è già a cavallo come si suol dire. Inoltre c’è da considerare una cosa, cioè che “grazie” alla televisione e allo sfascio della scuola, gran parte degli italiani sono ormai analfabeti funzionali di ritorno, a questo punto ne abbiamo quasi il 60%. Quanto maggiore è la capacità di raccogliere fiducia…
Ero molto interessato a seguire tale riflessione, purtroppo la professoressa viene bloccata dal disidratato Antonio Polito che, tra un sorso e l’altro dalla mezza minerale stretta in una mano come fosse il suo mantra, sorriso che neppure può definirsi sotto i baffi, neanche sopra, né dietro, né davanti, insomma come quello della Picierno però con i glutei più contratti, irrompe con un concetto inedito:
Allora non facciamoli votare, così risolviamo il problema! Evitiamo che votino!
E si guarda intorno con aria furba per godere gli applausi rarefatti del pubblico accompagnati dai complici singhiozzi ridens della Pina.
Intanto la signora riprende pacatamente la sua analisi:
…quanto più alta è la capacità di creare consenso, non dico di manipolarlo, sottolineo crearlo, e quanto più basso è il corredo di strumenti critici da parte di coloro che dovrebbero darlo o negarlo, sempre al consenso mi riferisco, tanto più la “situazione” viaggia in una “certa” direzione…
Questa volta interviene la Picierno che non vedeva l’ora di esternare la sua qualità migliore, ovvero insofferenza totale a qualsiasi tipo di cogitazione. Ecco la “dotta” replica:
Sono abbastanza sbalordita, la professoressa ci sta spiegando che gli italiani non sono in grado di eleggere i propri rappresentanti in quanto tragicomici (?), dico che questa si chiama democrazia che, per fortuna, non può sceglierlo lei chi deve andare al governo.
Ascoltare una volta tanto l’opinione di chi ha insegnato antropologia culturale negli Atenei di Urbino, Napoli e Roma, più in alcune Università straniere, parrebbe non interessare i nostri governanti e giornalisti ex parlamentari. Da questo breve scorcio di trasmissione ho inoltre dedotto che alla Picierno e Polito non importa proprio prendere in considerazione l’evenienza che nel nostro Paese ci possano essere problemi di monopolio dell’informazione, che significherebbe facilità di andare al potere solo per chi possiede “mezzi adeguati”, insomma denaro da investire in “marketing” di immagine. Neppure sembrerebbe sfiorarli il dubbio che una concentrazione di strumenti di condizionamento del comune pensare potrebbe non identificarsi con la “democrazia”. È Infine disarmante la loro totale indifferenza al fatto che un calo del livello generale della cultura si possa configurare in una subliminale deprivazione della possibilità di “scegliere”. Dallo sconforto sono passato al senso di impotenza che, credo, sia lo stato d’animo più angosciante.
Eh, già! Meglio che il popolo non rifletta su certi meccanismi elettorali, eviti di decifrare i messaggi ogni santo giorno propinatici dalla televisione, non mediti eccessivamente sulla caduta della qualità dell’insegnamento nelle nostre sedi scolastiche, fattori questi che potrebbero aver portato al governo i grandi leader di questo ventennio e relativi codazzi presenti nel salotto di Floris.
Speriamo che la primavera arrivi presto. Intanto al caro e paziente lettore giunto fin qui devo dire che… no! Non è la grande bellezza. Questa è l’Italia, bellezza!
Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Pubblicato su “Il Segno” nr. 15 del 1-31 ottobre 2014 pag. 2 – ttp://ilsegnoroccadipapa.blogspot.it – con il titolo “Monopolio dell’informazione? Ma questa è l’Italia, Bellezza!”

Immagine in evidenza ricavata dal web. Fotomontaggio eseguito dall’Autore

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