LA QUARTA DIMENSIONE

LA QUARTA DIMENSIONE

   La nostra Penisola è stata prescelta dalla natura per la bellezza degli scenari che offre, la varietà dei panorami da sempre concessi alla vista degli autoctoni; litorali incantevoli, policromi, multiformi, dalla rena di farina fossile alle imponenti scogliere calcaree, sedimentarie, metamorfizzate, basalti, graniti, arenarie. Un mare che il mondo ci invidia, composito nei colori che riverbera, blu profondo, azzurro, verde smeraldo, cobalto… dalla trasparenza della coscienza di un neonato a coprire ogni gradazione e sfumatura dell’intero spettro solare.
Ricchezza di storia, cultura, sapere e conoscenza affidatici dai nostri avi, siti archeologici ineguagliabili, non esiste paesino che non abbia un gioiello di antichità, romanico, gotico, barocco che imperversa ovunque, reperti che giungono a noi dalla protostoria a salire. L’ottanta per cento del patrimonio artistico mondiale!
E la cucina! Non ha eguali in nessun luogo della Terra, concepita dalla fantasia, il genio degli abitanti, creatività del popolo erede degli Etruschi e Liguri o Reti. Non esiste condimento che possa solo competere con il pesto genovese, basilico di Prà naturalmente, la pizza napoletana è simbolo dell’inventiva partenopea, etnia unica, sì perché sotto il Vesuvio si è sviluppata una filosofia di vita che se fosse estesa all’umanità intera non ci sarebbero problemi di sorta. I bolliti piemontesi, cotolette lombarde, orecchiette alle cime di rapa della Puglia, e i cibi della Sardegna, Abruzzo, Sicilia, fino a coprire l’intero territorio scusandomi di non poter nominare i piatti squisiti di ogni Regione, paese, frazione, anfratto del paradiso in cui ci troviamo. Infine le donne, fantastiche ma… questa è un’altra storia.
Eravamo i padroni del mondo conosciuto e, senza saperlo, pure di quello allora sconosciuto occupato dall’attuale potenza imperialista dopo il più meditato, feroce e perpetrato genocidio della storia a danno dei nativi americani, grandi civiltà sia i nomadi che gli stanziali. Precedente storico che può fare il paio solo con l’olocausto degli ebrei, zingari, sinti, rom, comunisti.
Cosa ci è capitato? Per quale motivo, ragione, ci troviamo nelle attuali condizioni? La causa, l’origine dello sfacelo morale e materiale cui siamo giunti dove potrebbe ricercarsi? Inutile indagare, la frittata è fatta.
Tutte le prerogative che in virtù di una particolare congiunzione cosmica sono state donate alla nostra Nazione per essere la più ricca e florida in assoluto sono andate sprecate da una maligna sequenza di Governi presieduti, particolarmente dal dopoguerra in poi, da politici tanto incapaci quanto ignoranti, privi di inventiva, fino ad arrivare all’attuale Esecutivo presieduto da Renzi Matteo… per tacer del resto. Mistero! In particolare per la Chiesa Cattolica il quinto doloroso del Calvario “Padre, perdona loro perché non sanno quello che… [ hanno fatto e continuano a fare. ]”
Purtroppo restano pochissime vie d’uscita. La prima determinare un processo di acculturazione totale ma considerando il livello infimo cui siamo giunti è da scartare, richiederebbe troppo tempo, una o due generazioni almeno e questi “signori” si mangerebbero ciò che resta. La seconda… insurrezione. Un sogno poiché imbrigliati come siamo in Europa, i “poteri” orizzontali, verticali, trasversali, asintotici e obliqui… Impossibile! Ce ne sarebbe una terza solo che, pur abitando ad un piano alto, il terrazzo sottostante attutirebbe il colpo e rischiare di ritrovarmi infortunato grave con le nuove norme circa l’assistenza sanitaria partorite da quel cervello della Beatrice Lorenzin sarebbe un disastro per i miei cari.
La quarta… è la famosa dimensione, tutti la ipotizzano ma nessuno riesce a tradurla in formula matematica… quella abitata dai parlamentari di casa nostra, e non solo.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza ricavate dal web: A sinistra Sardegna, “le piscine di Soraya” tra le isole di Budelli, Razzoli e Santa Maria – A destra Liguria cementificazione sempre più invasiva delle sue coste. Al centro Consiglio Europeo. Fotomontaggio dell’Autore.

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