FISCHIA IL VENTO… (Eroi dimenticati?)

FISCHIA IL VENTO… (Eroi dimenticati?)

Mi trovo fra le montagne del cuneese in un paese di villeggiatura che ormai si popola solo a cavallo del ferragosto e nel corso delle feste natalizie. Avverto fortemente la mancanza del mare sebbene l’affetto degli indigeni nei miei riguardi sia tale che, quando sono seduto sotto il pergolato del centrale bar latteria (la mia location), le loro paccate sulle spalle, gli abbracci e le domande che pongono sulla “vita di città” nonché il genuino interesse che dimostrano, supportato dalla saggezza contadina che li contraddistingue, suppliscono alle varie nostalgie (sostanzialmente due).
Così tra un discorso e l’altro venne fuori il nome di un certo Felice Cascione. Già! Un caso perché proprio su “La Stampa” di oggi 7 agosto 2016, a disposizione dei clienti, mi cadde l’occhio su un articolo commemorativo riguardo questo eroe cui dobbiamo molto per la libertà che ancora stiamo godendo. Nacque a Porto Maurizio (ora Imperia) il 2 maggio 1918 da famiglia di antifascisti. Terminato il liceo decise di iscriversi all’Università degli Studi di Genova e successivamente, sospettato di frequentazioni con organizzazioni comuniste, all’Università degli Studi di Bologna e, mentre conseguiva la laurea in Medicina (10 luglio 1942) ivi rimase facendo esperienza nella medesima clinica ostetrico-ginecologica. Lo stesso anno si iscrisse al Partito Comunista d’Italia. Divenne pure campione di pallanuoto essendo amante dello sport e dotato di un fisico esuberante (l’amico Alessandro Natta lo descrisse “bello e vigoroso come un greco antico”). In poche parole futuro assicurato ma… non faceva parte di quella vasta tribù di individui che guardano solo alla propria “nicchia” (oggi numerosissimi come acari in un vecchio materasso). Infatti dopo l’8 settembre del 1943 fece la scelta decisiva aggregandosi ai partigiani al comando di una Brigata operativa nell’imperiese e le colline dell’entroterra ligure. Nome di battaglia, “U Megu”, dal dialetto genovese “Il medico”. La sua dedizione alla causa fu totale e assoluta.
Il 27 gennaio 1944, mentre stava ripiegando con i suoi uomini nei pressi di Alto (Cuneo), si accorse che un compagno era stato catturato dai nazifascisti e sottoposto a tortura affinché rivelasse il nome del comandante. Tornò indietro e senza indugio alcuno, fiero, gridò al gruppo di aguzzini: “Sono io il capo” e cadde al suolo crivellato di colpi. Aveva 26 anni.
Rimasi commosso ma ciò che ancor più mi colpì è quanto venni a sapere. Alla sua brigata era aggregato un reduce dalla Russia, tale “Ivan”, che gli insegnò la melodia popolare “Katyusha”. Felice prese un foglietto del suo ricettario medico e cominciò a comporre i versi di “Fischia il vento…” inno delle Brigate Garibaldi che nel Natale del ’43 venne cantata per la prima volta a Curenna di Vendone (Albenga) sebbene l’esecuzione ufficiale si tenne ad Alto il giorno dell’Epifania 1944.
Pensare che in uno dei capolavori di Beppe Fenoglio, “Il partigiano Johnny”, letto e riletto, sono passato tante volte al punto in cui «…da intorno e sotto aumentarono le insistenze e quello allora intonò: “Fischia il vento e infuria la bufera, scarpe rotte e pur…”»
Grazie di tutto Felice Cascione, nulla ti voglio raccontare su ciò che sta accadendo oggi, però:

«Fischia il vento e infuria la bufera,
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.
A conquistare…

Ogni contrada è patria del ribelle,
ogni donna a lui dona un sospir,
nella notte lo guidano le stelle,
forte il cuor e il braccio nel colpir.
Nella notte…

Se ci coglie la crudele morte,
dura vendetta verrà dal partigian;
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile e traditor.
Ormai sicura…

Cessa il vento, calma è la bufera,
torna a casa il fiero partigian,
sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi, al fin liberi siam!
Sventolando…» (1)
R.I.P.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.it

(1)Testo: Felice Cascione
Musica: sul tema russo “Katiuscia”

Immagine in evidenza ricavata dal web: Felice Cascione a Bologna

L’articolo “FISCHIA IL VENTO…” è stato pubblicato il 9 agosto 2016 sul sito www.memoriacondivisa.it

RIPRODUZIONE RISERVATA

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3 Responses

  1. Alberti Rosaria ha detto:

    Fischia il vento……la cantavo fin da piccola trasportata a cavalcioni sulle spalle del mio forte papà , giovane staffetta partigiana ! La ringrazio ora ne conosco l’origine! Lei sa usare bene le parole!

    • mauro.giovanelli ha detto:

      L’origine l’abbiamo scoperta insieme, io leggendo un articolo su questa grande persona riportato da “La Stampa” a disposizione dei clienti del bar e tu (il lei lasciamolo) leggendo quanto ho buttato giù la sera stessa. Mi piace questo articolo. Grazie Rosaria.

      • Alberti Rosaria ha detto:

        È piaciuto molto anche a me!!! A prescindere dall’interesse storico sembra scritto con umore sereno e positivo…. pensieri chiari puliti che scivolano veloci e vanno a segno. Grazie Mauro

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