UNA GIORNATA A MENO 1/12 (- UN DODICESIMO) DALL’AUTUNNO RICORDANDO L’11 settembre 2001

UNA GIORNATA A MENO 1/12 (- UN DODICESIMO) DALL’AUTUNNO RICORDANDO L’11 settembre 2001

Storia, retroscena, ipotesi e conseguenze da cui discende molto di ciò che siamo oggi, la geopolitica, quantomeno dal ’48 in poi, i colpi di stato, ecc. più o meno li conosciamo tutti.
Questa vuole essere poesia alla quale ho cercato di consegnare un “messaggio” potente, cresciuta ieri dentro me, di fronte ad un mare splendido, nelle pause tra un tuffo e l’altro, seduto sulla battigia formata da antichi sassi di varie dimensioni che da sempre mi affascinano, con le loro inclusioni di plagioclasi, quarzite, residue venature micacee, colori strabilianti, forme uniche, sculture del tempo, corrosione… lenta corrosione fino a lasciare i più piccoli composti solo dal minerale residuo ad alta resistenza. Quelli che, adolescente, cercavo con pazienza insieme a mia sorella per farne collane e bracciali. Nel manipolarli uno ad uno durante le pause in cui inseguivo il vocabolo giusto che potesse rendere a tutti comprensibile il mio delirante pensare mi domandavo: “Ecco qualcosa che giunge da milioni e milioni di anni addietro e la tengo fra le mie mani”.
Intanto la signora alle mie spalle, un tre metri circa sotto l’ombrellone in prima fila, accovacciata sul lettino, sofisticata, bel seno quasi in vista grazie alle spalline slacciate, circa quarant’anni, forse poco più, l’età giusta per certe cose, ignara che appena il marito si era allontanato non mi era sfuggito con quale cura, alzando la gamba, cercasse imperfezioni nella pelle liscia del suo polpaccio, lo analizzava come se cercasse zirconi o pietre dure, ogni tanto si soffermava su un punto ed interveniva con grande concentrazione. La posizione lasciava intravedere, dal cavallo imbizzarrito del suo succinto slip, mio amico, carni ben più increspate, violacee, turgide, pur fra il pelo ricciuto che indubbiamente ella si limita a farsi depilare ai lati onde evitarne la fuoriuscita estiva. Che accostamenti bizzarri! Questo sasso indica il principio di qualcosa di remoto e lì c’è l’origine nostra.
Alla fin fine è tutto così… in bilico.
L’isola poco lontana mi faceva sognare ma non ci misi molto a completare “11 settembre 2001 – Il limite di f(x) per x tendente a zero è uguale a zero” ed inviarla a chi di dovere. È dura scrivere nel bagnasciuga con cellulare e Tablet, il pollice non scorre sullo schermo, l’umidità è nemica del moderno eppure tanto confortevole, utile… nei momenti adatti. Mi sono perso!
Ringrazio dei commenti anche se in sostanza, considerato il vostro gradito intervenire, mi interesserebbe molto più sapere, senza alcun obbligo ovviamente:
“Cosa ne pensate di questo componimento? La poesia intendo, lasciando perdere Busch, Iraq, Obama. Vi è chiara? Lascia qualcosa dentro di voi? Oppure è una delle tante piume di gabbiamo che galleggiano tra i flutti?
A proposito. Quando il marito (con la faccia da sciocco) della bella signora bruna fece ritorno con il frutto della loro unione, una pargoletta ricciuta di sette, otto anni, lei si ricompose. Lui invece stravaccandosi nella sdraio spalancò ansioso “Il Giornale”.
“Che spreco!” Ho pensato. Fine… mi butto in mare.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza scattata dall’Autore il 10 settembre 2016 – Isolotto di fronte a Bergeggi (Genova)

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