CONFESSIONE

CONFESSIONE

Molte donne ho amato. Sempre.
Anche l’unica volta che ho pagato.
Altrettante ne ho tradite per legittima difesa.
Ciascuna possedeva parte
della braccata passione compiuta
che mai smetterò di inseguire.
Non facile comporre il rompicapo.
Una sola, forse due hanno dato tutto,
in esse mi sono abbandonato.
Beatamente perduto.
Necessità di perdurare al fine di trovare la meta,
il senso della vita, mi ha costretto a mentire.
Ho giocato! Forte, pesante,
carte, dadi, roulette,
denaro sonante.
Quanto ho goduto
nel rastrellare il piatto consistente!
Non per soldi, ignoro l’avidità,
tanti ne ho avuti e il doppio ho dissipato.
Mi faceva sentire importante,
esploratore dell’umanità,
capire ogni volta chi mi stava dinanzi.
Così crescevo anch’io dissolvendo incertezza.
Non sono riuscito a gestire,
dominare la pallina d’avorio.
Un congegno avrebbe dovuto
inchinarsi al mio talento.
Ci ero quasi arrivato, è mancata la pazienza,
la serie, i vicini dello zero, orfanelli…
Troppo fascino, adrenalina pura,
placebo del brivido avvincente
nel sondare il destino, la Natura.
Non credo in Dio. Indago l’ulteriore con intelletto,
immaginazione, necessità di capire.
Accolgo ogni indagine, opinione,
purché non sia scortese, assoluta,
dogma spoglio della minima prova,
aggrinfiato alla fede cieca.
Solo carne femminile ho adorato, adoro e adorerò.
Ogni sua parte, anche la più segreta,
sempre indicata con nome appropriato.
E questo ritengo non sia peccato.
Mai badato eccessivamente al corpo,
anche la mente cercavo, cerco e cercherò.
Senza fine ho rispettato il tutto di ogni lei.
Forma divina, arcana, misteriosa,
folle come io sono. In forma diversa però.
Di conseguenza idolatro letteratura,
arte, musica, danza, antichità, da cui femmina deriva,
non dalla fottuta costola.
Da sempre diffido, dubito,
dei sedicenti e celebrati giudicanti,
maestri, competenti, tecnici.
Ignorano la filosofia, anima della conoscenza,
e matematica trascendente la sua illuminazione.
Come potrebbero decretare?
Non riconosco alcuna autorità se non la mia.
Quanti calamai ho lanciato in direzione della cattedra,
cancellini gessosi in faccia ai professori.
Restavano imbalsamati.
Orrende, immobili, bianche, attonite sculture
della più ignobile mediocrità.
L’adorato latino, il tema in classe di italiano,
Leopardi, Una domenica di pioggia,
Pascoli e il casolare, Guerra dei cent’anni…
Lo svolgimento mi ha sempre salvato dall’essere cacciato.
Eccomi qua!
Individualista, egocentrico, generoso, amico fedele, sincero,
ingenuo, presuntuoso, modesto, intelligente,
amante senza confini.
Ho di continuo l’impressione siano molti a non comprendere
ciò che per me è pura e semplice visione.
Incapace di gestire la morte altrui
sono incurante della mia,
purché non dolorosa, priva di lunga agonia.
Perciò presi la decisione quando,
dopo molto aver ottenuto,
pensai che il mio tempo fosse scaduto.
Ambizioso! Amo vestire elegante, adeguato,
non per dimostrare qualcosa, del parere altrui nulla importa
se la sorgente non è della giusta misura.
Lo faccio per me ed il piacer mio.
Materialista no, troppo sognatore per abbracciare
l’idea virtuosa, la accarezzo, lascio andare, lei ritorna.
Dialettico sì, marxista, trotskista, anarchico al punto giusto.
Che altro aggiungere?
Lei tace, ascolta senza neppure fare un cenno,
mica posso con la parola viaggiare all’infinito.
Adesso che ci penso… Ne sarei capace!
Senza fermarmi mai, ad ogni angolo svoltato,
qualcosa da aggiungere troverei.
Dunque, mi dica!
Fino a qui ho peccato?

Non credo figliolo!

Non credo? Figlio tuo?
Per caso ti ho incontrato,
evita il rituale,
sono colto, sensibile, educato,
mutevole il mio pensiero.
Si adegua al Cosmo istante dopo istante.
Solo a mamma e papà è dovuto.

Io confidavo, pensavo…
Non credo amico mio!
Immagino di no.
Va bene così?

Forse… concludi!

Nulla di tortuoso, ingannevole, vizioso ho recepito.
Di quanto mi hai reso partecipe…
È ciò che sempre ho sognato!

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza: Fulvio Leoncini – In Nomine Domini – Principe della Chiesa II 2008 – Tecnica mista su legno 140 x 100

RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Responses

  1. Alberti Rosaria ha detto:

    Dio è donna … sei sicuramente assolto!

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