OLTRE IL SOGNO

OLTRE IL SOGNO

Se doveste cercarmi
mai potreste trovarmi dove sono.
Affrontereste un lungo viaggio,
ad accompagnarvi sarà armonioso suono,
profondo, struggente,
come interminabile accordo di organo
originato dagli abissi dell’anima.

Se doveste giungere al punto di percepirmi
cambiate sogno, già avrò modificato tono,
premuto forte la pedaliera,
toccata e fuga in re minore di Bach
inserendo anche la seconda tastiera.

Ad indicare il percorso,
che non è terreno,
lascerò comunque flebile traccia,
gettate dunque mappe, tracciati, indicazioni,
con voi portate desiderio di amare,
istinto del dare, passione, donare senza freno,
annullarvi, nulla chiedere,
pronti a concedervi senza ritegno.

Se doveste avvertire essermi vicini non gioite,
sarò ancora più distante,
modifico il considerare, umore, carattere,
punto di vista nel traguardarvi…
All’istante!
E già mi troverei in un altro me a domandarmi,
tra infiniti perché,
se fossi io ad essere tanti
o ciascuno di voi che il mio sempre avete mutilato
per pretendere che sia come auspicate.

Adesso carpirmi la vita non sarà facile,
meglio desistiate, lasciarmi in pace.
Ho scritto molto,
bigliettini strappati dalle pagine dei quaderni
per farli arrivare a lei di banco in banco,
poi lettere d’amore, dediche, poesie,
frasi immortali dirette al cuore,
e ad ogni conquista ho continuato per far capire,
assimilare di volta in volta chi sono,
cosa voglio, fin dove potrei arrivare.
Un sito cui l’accesso è consentito
quando si è due in uno.

Se mi doveste ancora inseguire
è bene comprendiate che son giunto
dove i vocaboli non hanno senso,
qualsiasi locuzione inutile
a spiegare emozione, sentimento, desiderio.
Solo il silenzio è padrone,
uno sguardo, carezza,
abbraccio, bacio, contatto
racchiudono qualsiasi proposizione detta.

Se mi desideraste ancora sapere
ricordate che a me è bastato osservare
la sua sagoma controluce,
visione tremula come miraggio,
riflesso dalla periferia zona F
a piazza Duomo, rovente, soleggiata.
Nell’immediato non avevo compreso
se nel suo incedere si allontanasse
o mi venisse incontro,
camminava, questo è certo,
ma le proporzioni restavano immutate,
la sua elegante andatura inequivocabile segnale.
Null’altro.

Era ferma. Aspettava e leggeva me.
Nessuno può impedirvi di tentare ma…
qualora doveste tuttavia provare
vi dico che ormai mi trovo lontano.
Irraggiungibile.
Sappiate che sono morto.
E risorto.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza: NAGATO IWASAKI – sculture in legno – Giappone

RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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4 Responses

  1. Alberti Rosaria ha detto:

    Tutto sta se dovessimo cercarti…..
    ” e ricordati cercare e pensare sono due cose diverse ”
    C. B.

  2. Alberti Rosaria ha detto:

    Sincero….non speri ,sai d’essere pensato e cercato…… ma per i più sei veramente irraggiungibile!

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