BARBARA BERLUSCONI scende in campo (quello del Milan)

BARBARA BERLUSCONI scende in campo
(quello del Milan)

   In sintesi Barbara Berlusconi, intervistata da “Il Messaggero” nella sua funzione di dirigente del Milan, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “noi fratelli siamo uniti nel difendere nostro padre dall’ingiustizia…”, “se si vuole eliminare mio padre dalla scena pubblica va fatto con il voto…”, “c’è chi vuole cacciare mio padre dalla politica per fare i propri interessi…”, “è questa lobby, non mio padre, a bloccare l’Italia…”, “lotterò per restare in Italia ma ho paura perché sento che non c’è certezza del diritto…”.
Tralasciamo di entrare nel merito delle ingiustizie patite dal suo papà le cui prove evidenti sono nell’incalcolabile patrimonio da lui accumulato (residenze, ville, azioni, titoli, auto, gorilla, vulcani finti, cortigiani, servi, olgettine, sale da ballo e chissà che altro ancora). Sorvoliamo circa i dubbi sulla possibilità che ci possa essere qualcuno che intenda eliminarlo o cacciarlo, la fantomatica lobby che blocca l’Italia, tanto ne è palese dimostrazione un parlamento che da vent’anni legifera per il su’ babbo, di Barbara, quindi evitiamo pure di ragionare sulla certezza del diritto perché la prova è che lui, poverino, è stato ingiustamente condannato invece di essere prescritto o graziato. Il duro colpo che ho ricevuto nel leggere tali dichiarazioni, l’ennesimo, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso della mia incredulità è un altro. Pensavo che i figli della signora Veronica Lario non si esponessero nella torbida vicenda che vede coinvolti il loro papà e l’Italia intera. A Barbara, ma pure a Marina e, se del caso, agli altri rampolli e parenti vari del cavaliere, vorrei ricordare che questo Paese non è esclusiva proprietà dei Berlusconi, ci vivono circa una sessantina di milioni di altre persone. Stavo dicendo che i figli di secondo letto dell’ex parlamentare immaginavo fossero “diversi”, che volessero “aiutare” concretamente il genitore allo stesso modo di quanto fece mamma Veronica che con la sua invocazione resa pubblica nella famosa lettera aperta inviata a “La Repubblica” fu l’unica a implorare aiuto per un soggetto malato. Che cocente delusione ho patito! Questo è l’unico rilievo “vero”, di sangue per citare Giuliano Ferrara, che mi sento di segnalare. Il resto dei comunicati in merito a quell’intervista è il solito, inevitabile coacervo di ossimori ormai inestricabile.
Lasciate ogni speranza o voi che siete costretti dal vostro cuore a rimanere in questa Italia, senza dover lottare, come fa Barbara Berlusconi, per non andarsene. Anzi, nella convinzione di condividere i sentimenti di gran parte della popolazione considerando i già innumerevoli problemi che attanagliano questo nostro Paese, quindi per evitare di aggiungerne altri, desidero rivolgerle una esortazione:
“Non se ne vada, la preghiamo, resti con noi, per piacere. Grazie.”

Mauro Giovanelli – Genova

Immagine in evidenza ricavata dal web

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