APOCALYPSE NOW REDUX 2015

APOCALYPSE NOW REDUX 2015

Appena terminata la visione di Apocalypse now redux, prima serata LA7, che non ho voluto assolutamente perdere, stavo per ritornare alle mie abituali occupazioni quando venni catturato dalle anticipazioni dei titoli dei quotidiani di oggi con le solite notizie sulla Scuola, i migranti, i Marò, la minoranza del PD, Salvini e Forza Italia, niente sul salvataggio di Antonio Azzollini e, a corredo, qualche immagine dal Parlamento dove gli occupanti gli scranni passavano dagli insulti ai sorrisi più aperti con estrema facilità terminando poi, dopo esser scesi dall’emiciclo, in abbracci, paccate sulle spalle e finanche baci tra oppositori. L’accostamento con il colonnello Kurtz e la legione da lui capitanata in una sanguinaria e pagana anarchia nella foresta tropicale mi pareva ovvia, ma non riuscivo a trovare il nesso eziologico. Infatti non c’è e il motivo è semplice.
Al contrario che all’esterno della eterogenea comunità installatasi nella neutrale Cambogia, appena fuori dal confine del dilaniato Vietnam, in guerra contro tutto e tutti, in questo Paese siamo omogenei nell’aver deciso di vivere in una tollerante e religiosa armonia anzi, rasentiamo il masochismo. Per fortuna intendiamoci, altrimenti dovremmo organizzare una missione speciale nei Palazzi del Potere, costituita da un esercito eterogeneo al comando di un fidato capitano Willard (Martin Sheen) che riesca ad infiltrarsi nelle loro fila per insegnargli l’educazione e il rispetto verso sé stessi e i cittadini ma non agisca come il suo predecessore, un altro ufficiale dei corpi speciali inviato prima di lui a svolgere lo stesso incarico, passato poi dalla parte del colonnello ribelle.
Come ben sappiamo viviamo in un Paese dove gli Scilipoti, i Razzi e i De Gregorio (pentito) sono tanti e determinano le maggioranze che ci governano. Dal governo Letta a Renzi sono già 185 i parlamentari che hanno deciso di emigrare in un altro gruppo politico e non mancano gli “appassionati” della fuga, c’è chi è riuscito ad attraversare l’intero spettro politico.
Sic transit gloria Italia.

Mauro Giovanelli – Genova

Immagine in evidenza ricavata dal web

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