BRUNETTA NON HA IL SENSO DELL’UMORISMO (e dovremmo averlo noi…)

BRUNETTA NON HA IL SENSO DELL’UMORISMO
(e dovremmo averlo noi…)

   Martedì 7 agosto 2013 sui maggiori quotidiani nazionali:

«Lo spettacolo di Roberto Benigni non mi è piaciuto. Un buon motivo per non andare all’Inferno – incalza Brunetta – è l’idea di trovarci Benigni che ripete la sua solfa uccidendo Dante anche là. Per il resto, finché Benigni ripete pateticamente le battute sul sottoscritto e altri colleghi del PDL, attinte dal repertorio di Grillo e Crozza, non fa ridere, ma pazienza. Invece non c’entra alcunché con l’umorismo, ed è pura menzogna sostenere, come fa lui, che per la manifestazione di domenica a Roma abbiano pagato tutto e tutti. Un’infamia che colpisce non solo gli organizzatori ma diffama volgarmente tanta gente comune e perbene, che è capace di provare affetto per Berlusconi e rabbia per l’ingiustizia, ed è la stessa che prezzola Benigni con il canone quando ci rifila a tariffe milionarie i suoi flop danteschi.»
Ecco quanto affermato da Brunetta Renato criticando e attaccando a testa bassa il comico toscano che la sera prima, in apertura del suo spettacolo su Dante, si era permesso di ironizzare in ordine alla condanna definitiva per frode fiscale inflitta a Silvio Berlusconi. Sono stupefatto, oltre che affranto, dello scarso senso dell’umorismo dimostrato dal capogruppo PDL alla Camera, una triste sorpresa e desidero esprimergli la mia delusione. Infatti anche se appartengo ad altro schieramento ideologico ho sempre nutrito grande rispetto per Brunetta, sia per la diversa angolazione da cui traguarda la politica, sia per il guizzo spiazzante dei suoi interventi che lo elevano dal mediocre profilo tenuto dai suoi compagni di cordata, Santanchè in testa. Mi sono pertanto sorpreso delle sue esternazioni su Roberto Benigni scaturite da una battuta che lo associa ad una sorta di Rambo italiota. Mi rifiuto persino di immaginare che per una tale minuzia Brunetta pensi ciò che ha detto del nostro genio italico, probabile non fosse di umore particolarmente alto. Deve essere proprio così. Andiamo! Una persona della sua levatura mai cadrebbe in una simile meschinità.
Anche se Brunetta è un falco fra i fedelissimi di Berlusconi, il volo delle sue esternazioni è però sempre contenuto, rasoterra, quindi il profilo che tiene lo innalza di almeno quattro spanne dalla grossolanità dei colleghi di partito. E pure se, a pensarci bene, non ho mai capito quel ghigno, il rattrappirsi del naso sulle labbra del suo faccione, accompagnato da un maligno riverbero delle pupille alle domande di giornalisti “scomodi”, non posso essermi sbagliato sul suo conto. Ritengo che Brunetta abbia reagito d’impulso non esprimendo pertanto il suo vero pensiero circa il nostro più grande ed eclettico artista. A parer mio lui ha mentito pure a sé stesso, almeno così voglio credere, ma desidero ricordargli uno dei tanti vecchi adagi: alla fine le bugie vengono sempre a galla e si scopre che… hanno le gambe corte.

Mauro Giovanelli – Genova

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Immagine in evidenza ricavata dal web – fotomontaggio dell’Autore

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