MIRACOLO DI NATALE – Carmelo Musumeci libero

MIRACOLO DI NATALE
Carmelo Musumeci libero

Personalmente non credo ai miracoli, di nessun tipo, categoria o provenienza e neppure desidero essere considerato un materialista solo perché cerco di trovare la spiegazione in tutto ciò che mi accade intorno più nell’animo e intelligenza dell’uomo che nel soprannaturale con cui, peraltro, ho un mio personalissimo rapporto se inteso come ricerca del “primo motore immobile” di aristotelica concezione, la causa che abbia dato origine all’Universo.
Proprio oggi però, 24 dicembre 2015, alla vigilia del Natale che ci fornirà la spinta per girare la boa di uno degli anni più travagliati di questo Paese, sempre nell’ambito di una situazione mondiale che se non fosse tracica sarebbe grottesca, credo sia capitato qualcosa di molto simile al prodigio, almeno per me non essendo abituato a sorprese stupefacenti nell’ambito delle Istituzioni.
Ho ricevuto un regalo, il più bello che abbia mai avuto proprio perché improvviso, inaspettato, diciamo molto banalmente il classico fulmine a ciel sereno.
Hanno liberato un ergastolano che da venticinque anni non aveva più messo piede fuori dalle mura della Casa Circondariale di Padova e, qui l’aspetto più coinvolgente, il Presidente di “Memoria Condivisa” sig. Mario Arpaia in primis nonché il sottoscritto ritengono di avere un minimo di parte in causa in tale accadimento. Ciò mi ha fatto provare l’ebbrezza di cosa significhi far del bene al prossimo, non mi era mai capitato in queste dimensioni “morali”.
Il sig. Carmelo Musumeci, che dal 1990 sta scontando la pena all’ergastolo, invia nel mese di dicembre una lettera al dr. Eugenio Scalfari dopo averlo ascoltato nel corso della trasmissione “Otto e mezzo” condotta da Lilli Gruber. Proprio per la statura morale del grande giornalista (magari ce ne fossero) è a lui che Carmelo chiede un semplicissimo parere cioè “Cosa ne pensa della pena all’ergastolo, soprattutto quello ostativo”, termine quest’ultimo che sta a significare il regime speciale cui il detenuto è sottoposto, ossia viene privato della possibilità di poter usufruire di benefici e misure alternative al carcere quali il regime di semilibertà, la libertà condizionale, godere di determinati tipi di permessi e l’impossibilità, dopo un minimo di 26 anni di espiazione, di poter usufruire della libertà condizionale come previsto dalla legge. A parte il tipo di reato commesso e altre particolarità, il fattore che maggiormente determina la decisione, conformemente all’articolo 4bis dell’Ordinamento Penitenziario, di applicare questo trattamento è il rifiuto del condannato a collaborare con la giustizia. “Mi creda dr. Eugenio Scalfari, alcuni rifiutano questa via di fuga soprattutto per proteggere i loro familiari” sottolinea il sig. Carmelo Musumeci e vorrei vedere chi potrebbe dargli torto. Anzi, azzardo una teoria che potreste considerare ardita o pretestuosa ma mi domando se non sia più meritevole colui che sacrifica se stesso per non mettere a repentaglio la vita di moglie e figli, o chi guarda esclusivamente al proprio personalissimo tornaconto.
Comunque il 16 dicembre u.s. il Presidente di “Memoria Condivisa” sig. Mario Arpaia fa pubblicare sul sito dell’Associazione la lettera inviata ad Eugenio Scalfari, accompagnata da un mio commento, decidendo che tale divulgazione costituirebbe gli auguri natalizi dell’Associazione a tutti i soci, iscritti, simpatizzanti e lettori.
In questo giorno, come già detto, veniamo a sapere che al sig. Carmelo Musumeci sono stati concessi quindici giorni di permesso straordinario da trascorrere con la sua famiglia. Finalmente libero. Lungi da noi vantare alcun merito, neppure ci interessa ammesso ne avessimo, la cosa importante è l’immensa emozione provata nel venire a conoscenza di ciò a riempire di gioia i nostri cuori. Carmelo trascorrerà le feste natalizie a casa dopo una quarto di secolo di segregazione.
Già nell’istante in cui avevo iniziato a leggere la missiva indirizzata ad Eugenio Scalfari avevo interrotto il lavoro che stavo portando avanti, risucchiato come sono stato nel clima e lo stato d’animo di Carmelo descritti, tra l’altro, in modo talmente impeccabile e realistico che ad un certo punto mi è parso di essere accanto a lui, di più, sono entrato nel suo cuore, nella mente, mi sono impossessato della sua angoscia, il tormento. L’impulso è stato quello di fissare in poche righe ciò che ho provato nel sostituirmi a lui, dovevo assolutamente esprimere la sua pena che era diventata mia, comunicare a qualcuno che abbiamo intorno mondi e dimensioni, pure vicini, dei quali ignoriamo, o facciamo finta non esistano. Mai sono penetrato così in profondità nell’intima vita di un altro di me, nei suoi sentimenti, problemi i cui riverberi investono, anzi travolgono, familiari, parenti stretti, affetti, lasciando cicatrici devastanti.
Dal 24 dicembre 2015 Carmelo Musumeci non fa parte degli “uomini ombra” (come si chiamano fra loro gli ergastolani) e neppure è più condannato alla “Pena di Morte Nascosta”, come la definisce Papa Francesco, e il tempo che per lui era divenuto irreale, dilatato, è stato riconvertito in minuti, ore e giorni che gli stanno ridando la gioia di vivere, è fuggito dalla sua propria zona buia, è persona.
Sì, caro Carmelo, perché questo è qualcosa di più che una boccata di ossigeno puro, per tutti voi, sarà una ricarica per traguardare il futuro in modo diverso, con speranza, anzi la certezza che qualcosa sta succedendo, il segnale che ti è stato dato è forte, potente, ne sono convinto, quindi sfruttalo. Non contare adesso i minuti e le ore che ti separano dal rientro, vivi serenamente, godi degli affetti che ti circondano, assorbi più che puoi la vita libera, comincia a riadattarti poiché a breve, lo ripeto, sento che il tuo sogno si concretizzerà.
Il mio non è un augurio ma una convinzione nata da tanti piccoli segnali, la tua lettera nella quale si evince chiaramente che non sei più l’uomo di venticinque anni fa, la pacatezza con cui hai espresso il tuo disagio, aperto il tuo cuore, in realtà la tua è stata una confessione, il pentimento per ciò che hai fatto in gioventù e adesso ti sembra estraneo, il rammarico di colui che non riconosce il se stesso di cinque lustri addietro, un’altra persona. Sei diventato innocente.
A questo punto Carmelo non ti resta altro da fare che ricevere dal sottoscritto e da “Memoria Condivisa” i migliori auguri di trascorrere felice Natale insieme ai tuoi cari e, mai come adesso, confidare in un promettente anno nuovo.
Un abbraccio.

Mauro Giovanelli – Genova

www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza ricavata ricavate da “Memoria Condivisa”

RIPRODUZIONE RISERVATA

Nota: Una particolare menzione per il Presidente di “MEMORIA CONDIVISA” sig. Mario Arpaia e la Sig.ra Nadia Bizzotto che in Umbria dirige la “Comunità di Recupero e Assistenza a persone svantaggiate e sfortunate”. Entrambi, ciascuno per la propria parte, si prodigano nel fornire voce e appoggio agli ultimi.

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