SOGNO DI UNA NOTTE A MENO UN DODICESIMO DALL’ESTATE

SOGNO DI UNA NOTTE A MENO UN DODICESIMO DALL’ESTATE

Importante era afferrare la lucertola,
mica per farle male,
doveva spiegarmi qualcosa,
alla fine l’ho presa perché era stanca,
non riusciva a correre bene
su quella campana di cemento liscio
posata a terra.
Mia madre e mia sorella non hanno sentito,
le ho chiamate a lungo mentre si allontanavano.
Gente rarefatta in piazza De Ferrari,
le auto vecchio tipo colore dei taxi anni ‘50,
nere, c’era anche del grigio, posteggiate male,
al centro, di traverso.
Era sera, ma il chiaro del giorno insopportabile,
il rumore muto della gente,
capivo ciò che l’uomo in divisa stava dicendo
a un gruppetto di persone senza volto.
Le ho raggiunte che già erano arrivate a casa,
ho chiesto come mai non mi avessero sentito,
le avrei accompagnate.
Io alla lucertola ho parlato,
e il Natale
non sarà mai più come prima.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza: Foto ricavata dal web – Genova, piazza De Ferrari, 1950

RIPRODUZIONE RISERVATA

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