I FANNULLONI

I FANNULLONI

Certo che vedere in tutti i telegiornali le stesse immagini accompagnate dai medesimi edulcorati commenti sul “caso Etruria” (in questo modo definisco lo scandalo degli “Istituti di credito” salvati dal Governo perché è in quella banca che sussistono spudoratezza e oltraggio alla morale comune), seguite a ruota da quelle relative ai “fatti di Quarto”, come fossero due grandezze commensurabili, è davvero intollerabile.
Per fortuna veniamo allietati da un preciso e circostanziato servizio sui così detti “fannulloni”, ovvero i dipendenti pubblici. Pertanto possiamo goderci il vigile in mutande che timbra il cartellino, oddìo… in mutande… piuttosto direi slip, belli corti come la maglietta della salute, e aderenti al punto da lasciar intravedere la potenza dell’apparato riproduttivo, ma… qualcuno, che so magari la moglie o la compagna che lo stava aspettando per completare il dovere coniugale, gli avrà detto che esistono anche i boxer?
Pazienza! In ogni caso mi domando se fortuitamente i parlamentari non siano a loro volta  da considerare “dipendenti pubblici” perché, finito l’interesse di coloro che ci informano adeguatamente circa i famosi “pianisti”, ossia quelli che votano anche al posto dei compagni di partito assenti, risulterebbe che nei Palazzi del Potere ci sia un forte disimpegno. In merito ci sono apposite tabelle o graduatorie, come negli ippodromi, dalle quali si evince il primo che annualmente taglia il traguardo. Tanto per non fare nomi sembrerebbe che in diciotto mesi Verdini sia stato al Senato dodici giorni, Ghedini appena 2 (due) e via di seguito a scalare, o salire secondo i punti di vista. Addirittura c’è chi farebbe l’onorevole per hobby prendendo alla lettera quanto pubblicato da “L’Espresso” (dati: OpenPolis).
Quindi? Beh! In parte sono giustificati dal fatto che tra senatori e deputati sono 931 individui contro i 535 degli USA sebbene dal punto di vista cattolico, considerando che molti si professano rigidi osservanti delle Scritture quando si tratta di decidere sui diritti civili, ricordo loro il seguente passo:
“Tu, figlio d’uomo, ascolta ciò che ti dico; non essere ribelle come questa famiglia di ribelli; apri la bocca e mangia ciò che ti do”. [Ezechiele 2,1-3,9]

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza ricavata dal web – Fotomontaggio eseguito dall’Autore

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