BRAMA DI POTERE (l’impossibilità di essere un Paese normale)

BRAMA DI POTERE
(l’impossibilità di essere un Paese normale)

Non è facile, a distanza di tre giorni, scrivere un articolo sul funerale del sig. Vittorio Casamonica. Sul “caso” è già stato proferito di tutto e di più, in primis dalle più importanti testate con i soliti bla, bla bla inconcludenti, scontati, ripetitivi fino alla noia al fine, a mio avviso, di coprire il più “anomalo” Governo che ci ritroviamo da settant’anni a questa parte. Lo proteggono con la tecnica che adottavano le falangi romane, a “testudo”, formazione di fanteria caratteristica del loro esercito, di grande complessità e che richiedeva notevole coordinamento. Infatti, come sostiene Carlo Freccero, hanno tutti il numero del cellulare del nostro Primo Ministro & C. con cui, prima di muoversi, scambiano opinioni ed sms. Se Gustave Flaubert li avesse conosciuti e letti avrebbe potuto coronare il suo sogno cioè scrivere un romanzo sul “nulla”. Il grande Travaglio, con “Funeral Party” su “Il Fatto Quotidiano” del 22/08/2015, è stato l’unico ad aver riempito il vuoto che ci circonda e, senza volermi paragonare a lui, mi ha preceduto nel concetto che avrei voluto esprimere. Come sempre complimenti a Marco.
Cercherò quindi di riferire in poche righe ciò che penso, o meglio la sensazione avuta soprattutto nel seguire il dibattito del 21/08/2015 su La7 dove si è raggiunto l’apice o il fondo, a vostra scelta. Peccato non ci fosse don Mazzi a proporre diversi ricoveri nella sua accogliente e selettiva comunità esprimendo motivazioni pseudo psichiatriche, psicologiche, tirando fuori il subconscio e trovando punti di appoggio sulla teologia e la teosofia, il tutto condito con spizzichi di “sdoppiamento di personalità”.
Ho letto titoli a due, tre colonne che inneggiavano al “commissariamento” della parrocchia mentre da subito è stato individuato il vero colpevole nel povero elicotterista addetto al lancio di petali. Il trafiletto quotidiano di un noto professionista dell’informazione, affermando che “il nobile e l’ignobile sono categorie dell’anima non del censo”, di tale testimonianza portava esempi di mestieri, dal più umile agli alti livelli, dove si possono registrare entrambi i “pregi”, senza ovviamente citare la classe politica ed evitando di nominare i suoi colleghi, dove la nobiltà è oggi cosa rara mentre ipocrisia e travisamento aleggiano ovunque. A proposito degli “esperti della notizi” il grande Pier Paolo Pasolini aveva detto: “E voi siete, con la scuola, la televisione, la pacatezza dei vostri giornali, voi siete i grandi conservatori di questo ordine orrendo basato sull’idea di possedere e sull’idea di distruggere.”
Personalmente sostengo che gli sfarzi, gli eccessi e la pomposità profusi nei matrimoni dei VIP, comprese le ultime anacronistiche monarchie, nonché le cerimonie per le esequie dei loro cari o le nascite dei “rampolli” che, in ogni occasione, riempiono da decenni e per settimane consecutive ampi spazi sui mass media (royal baby docet), siano equiparabili alla maestosità del funerale del sig. Vittorio Casamonica. “A ciascuno il suo”, come scrisse Leonardo Sciascia, e il “kitsch” si manifesta in vari modi.
Un’altra cosa che mi ha colpito e fatto riflettere è stata la passione e l’affetto con i quali la nipote difendeva e proteggeva lo zio appena deceduto reclamando la libertà di scelta di come onorarne la dipartita. Sarà per la sua appassionata difesa, la convinzione e il turbamento in confronto alla pacatezza professionale del conduttore e altri ospiti che replicavano tranquilli, “sdraiati” (titolo di un qualche libercolo di cui non ricordo l’Autore) sui loro, immagino, lauti emolumenti, che a volte mi pareva avesse perfino ragione in questo coacervo di interessi fra Stato, mafia e Chiesa. Allo stesso modo di come era sinceramente partecipativa l’enorme folla recatasi ad onorare la salma. Mi è parso di capire, perlomeno ne ho avuto l’impressione e con tutti i distinguo del caso, che la mafia si faccia amare dai suoi, mentre lo Stato, con gli strumenti “rigidi” e “inumani”, vedi Equitalia, Agenzia delle Entrate (senza via di Uscita), studi di settore e quant’altro, si faccia esecrare dai cittadini.
Ho la percezione che la nostra guida scout stia subendo un calo di consensi, peraltro mai verificati sul campo, e che la sua maggioranza scricchioli. Ma per l’imminente autunno e la ripresa dei lavori parlamentari interverranno, a sostegno del premier, i maggiori esponenti del gotha economico-finanziario che, attraverso le pagine del quotidiano di Via Solferino, metteranno in evidenza il suo “coraggio” e la velocità nel “fare”.
Un funerale c’è stato, non ci resta che confidare nei quattro prossimi matrimoni dove sicuramente sarà ospite fisso l’attore Hugh Grant a stimolare le migliori “penne” del nostro travagliato Paese.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

L’articolo “BRAMA DI POTERE (l’impossibilità di essere un Paese normale ) è stato pubblicato il 24 agosto 2015 sul sito www.memoriacondivisa.it:

Immagine in evidenza ricavata dal web – Fotomontaggio eseguito dall’Autore

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