È SEMPRE PIÙ NECESSARIO CORRERE… AI RIPARI (assemblea virtuale indetta d’urgenza da Renzi Matteo)

È SEMPRE PIÙ NECESSARIO CORRERE… AI RIPARI
(assemblea virtuale indetta d’urgenza da Renzi Matteo)

Dopo pranzo avevo deciso di rivedere alcuni “pezzi” su Mafia Capitale, il “caso” Ignazio Marino, aggiornamenti circa gli inquietanti e terribili fatti verificatisi in Francia. Ero seduto comodamente sul divano, ho alzato un attimo la testa dai quotidiani che stavo sfogliando, ho spostato lo sguardo a un angolo del soffitto mentre riflettevo sul “peso specifico” del nostro premier, le sue strane affezioni, Alfano, Vincenzo De Luca, ancora prima Berlusconi, quando un lungo sbadiglio mi ha colto di sorpresa e subito dopo mi sono appisolato. Ho sognato e c’era proprio la guida capo scout cattolici italiani Renzi Matteo. Era trafelato, stava su un palco altissimo, dominava un ampio salone di cui non si vedevano i confini, voleva parlare a tutti, ma proprio tutti gli occupanti Palazzo Chigi, Palazzo Madama, Viminale, finanche il Quirinale, dall’ultimo sguattero fino al Presidente della Repubblica, una folla immensa, nessuno assente. Sapete bene che nella dimensione onirica ogni cosa viene ribaltata, confusa, sovrapposta, tanto è vero che il Capo dello Stato, obbediente, schivo, quasi temesse di essere redarguito chissà da chi, stava seduto in fondo, all’ultimo posto, sembrava un soldatino di latta. La voce poderosa del rottamatatore, amplificata da un numero imprecisato di Watt si levò improvvisa.
Più o meno il discorso è stato questo:
«Gentili signore ed egregi colleghi, onorevoli collaboratori o aspiranti tali, siamo giunti al termine del 2015, mesi fa ci sono state le elezioni in sette regioni e diversi comuni con risultati non proprio esaltanti, poi Mafia Capitale, il caso Vincenzo De Luca, il dott. Ignazio Marino che non ha capito bene come funziona in Italia, e tante altre baggianate commesse più o meno involontariamente, senza considerare i vari accadimenti legati ad un accentuarsi di atti terroristici e, in tutta franchezza, con il Ministro degli Interni che abbiamo la cosa mi preoccupa assai. Inoltre l’Europa non è convinta dei conti e previsioni che abbiamo presentato… Insomma ho avvertito la necessità di indire questa assemblea straordinaria, aperta a chiunque collabori al sostentamento della politica, per esprimere comunque la mia piena soddisfazione dell’operato della mia squadra condotto con il massimo impegno, alto senso di responsabilità, rispetto delle istituzioni e costantemente rivolto all’esclusivo interesse del Paese e dei cittadini, cough… cough…, scusate ho un po’ di tosse. Temo che non sia stato compreso appieno il nostro sforzo. Anche se in caso di elezioni gli astenuti rappresenterebbero il maggior partito, malgrado ciò i nostri fedelissimi, pur consapevoli di sostenere un Governo di non eletti, hanno capito quanto i loro destini siano stati riposti nelle mani grandi, capienti, di persone che a tutto guardano meno che al proprio tornaconto, cough… cough… Un bicchier d’acqua per favore!
Avendo chiesto al popolo, nel settembre dello scorso anno, di essere giudicato appena avrò finito di mangiare il secondo panettone da Presidente del Consiglio, ossia entro brevissimo, e ravvisando segnali poco incoraggianti che potrebbero far dirottare l’attenzione sull’ipotesi di una possibile diminuzione dei nostri compensi, i più alti del Pianeta, vorrei lanciare un messaggio forte, ovvero sollecitarvi a perseguire, senza se e senza ma, quello che sarà il vero obiettivo da non mancare. Ho piacere nel constatare quanto ampia sia la partecipazione che, oltre i componenti l’esecutivo delle larghe intese, oggi ristrette, vede tra le fila dei presenti anche i parlamentari degli altri schieramenti politici, insomma tutto l’arco costituzionale e, questa la vera sorpresa, anche i rappresentanti di regioni, province, comuni, frazioni, governatori, tutti concordi, qui si che non ci saranno diverbi, ad analizzare il punto all’ordine del giorno, cioè:
“Come evitare di abbassare i costi della politica – Prevenzione e strategia”
Ravviso tra le vostre fila, hic… hic…, ci mancava anche il singhiozzo, un altro bicchier d’acqua per favore… Cosa stavo dicendo? Ah, sì! Ravviso tra le vostre fila cuperliani, renziani, razziani, razzisti, bersaniani, civatiani, dalemiani, berlusconiani e finti ex berlusconiani, giovanardiani, alfaniani, francescani e franceschiniani, brunettisti o brunettiani, cicchittiani, rottamatori, riciclati, traghettatori, delriani, manutentori, veltroniani, fassiniani, carfagnani, santanchèttisti o santanchèttiani, biancofiorai, fittini, falchi, colombe, Lupi, pitonesse, ex grillini, passerotti (o seguaci di Passera), formigoni, trote, quagliarielli, delfini, meloni, verdiniani, bondiani o bondisti, gelminiani, cancellieristi, lettiani, picierniani, boschiani, imboscati, scilipotiani, impresentabili, sostituti degli impresentabili, saggi, presenzialisti, pianisti, coristi, flautisti, tromboni, trombati, saccomanniani, lorenziniani, degirolamiani, montiani, tremontiani, tecnici, schifaniani, sapienti, insipienti, insaputisti (corrente questa che vede in Scajola il padre fondatore), borgheziani, salviniani e tanti, tanti altri ancora.
Oggi siamo qui per anticipare, programmare per tempo quelle che saranno le discolpe, i vari impedimenti da esporre al popolo quali realistiche impossibilità che, ehm… nonostante i nostri sforzi per centrare l’obiettivo, saranno stati causa del fallimento della riforma inerente una riduzione delle nostre prebende. Ne consegue che la colpa dell’insuccesso non dovrà ricadere su questo Governo, non dimentichiamoci che era una delle tante innovazioni messe sul tappeto nel corso della mia propaganda per vincere le primarie. Da qui a fine anno, diciamo dopo che avrò finito di mangiare il torrone e la frutta secca, la nostra strategia dovrà essere pronta. “Prevenire è meglio che curare”, parola di boy scout e soprattutto tenete bene a mente che molti di voi, la gran parte, se non dovesse arrivare al 2018 potranno dire addio al vitalizio.
Si rende quindi necessario continuare a distogliere l’opinione pubblica su altri problemi, sia con l’aiuto della stampa, ormai assuefatta a dovere, eccetto qualche “non allineato”, sia dei conduttori dei talk show che, dall’alto dei loro lauti guadagni, tutto vogliono meno che cambi qualcosa. Noto la presenza dei rappresentanti sindacali, anche loro mica male per quanto riguarda gli emolumenti che percepiscono, quindi sotto questo aspetto, in fondo, e lo possiamo constatare ogni giorno, possiamo stare tranquilli poiché se ne guarderanno bene dal toccare certi “tasti”, a non muovere una sola paglia… del resto non è mai accaduto.
Scusate ma le luci dei riflettori mi creano qualche problema ed è per ciò che solo ora scorgo, in fondo a questa immensa sala convegni, oltre il personale in forza a Palazzo Chigi, pure i lavoratori di Palazzo Madama e Quirinale nonché del Viminale. Un numero altissimo di addetti alla sicurezza, addirittura esorbitante tra amministrativi, tecnici, dirigenti, assistenti, fattorini, commessi, uscieri, medici, infermieri, addetti alla buvette, baristi, postini, camerieri, autisti, cuochi, guardie del corpo, imbianchini, portavoce, portaborse, barbieri, elettricisti, giardinieri, idraulici, tappezzieri, insomma funzionari al nostro servizio pronti a soddisfare ogni capriccio ci venga in mente. Noto anche gli incaricati alla ricarica degli orologi a pendolo. Tutti con contratti e rimunerazioni “atipiche” verso l’alto, molto in alto, rispetto ai loro omologhi lavoratori italiani e giustamente tutelati, nonostante quella che potrebbe sembrare incoerenza, dai medesimi rappresentanti sindacali citati poc’anzi che nelle “piazze” radunano solo il popolo laborioso, delle “fabbriche”. Ebbene! Questi quattro palazzi devono rappresentare per voi delle autentiche “fortezze”, inespugnabili, e da questo momento il vostro primo compito sarà quello di difendere le nostre posizioni come fecero i coloni della missione francescana di Alamo che resistettero fino alla fine all’assalto delle truppe messicane guidate dal Presidente e Generale Antonio López de Santa Ana. Non si dovrà giungere a ciò, tranquillizzatevi, in fondo il popolo italiano è composto in massima parte da peónes, almeno di questo spero vi siate resi conto.
Per fortuna gli eventi che si succedono, problema migranti, l’autoproclamato Stato Islamico, i disastri naturali, inondazioni, terremoti, esondazioni, scandali nell’ambiente calcistico, casi di corruzione quasi quotidiani, politica estera instabile, mafia, camorra, FIFA, crocifisso nei luoghi pubblici sì o no, valori da difendere, ecc. ci aiutano a far sì che i nostri “fortilizi” neppure vengano menzionati.
Tra l’altro teniamo presente che negli anni, e qui il merito va ai nostri predecessori, siamo riusciti ad instillare nell’immaginario collettivo il concetto che il “peso” che rappresentiamo per la società sia “un problema minore”, trascurabile, la cui entità, qualora fosse affrontato e risolto “sarebbe ininfluente al fine di sanare il bilancio dello Stato”. Naturalmente, detto fra noi, sappiamo benissimo che questa è una fola anche solo considerando i costi “vivi”, se poi nel conto si aggiungesse pure il “modo” con cui conseguiamo i “risultati”… insomma ci siamo capiti… qui appena si alza un sasso, che sia un assessore, un sindaco piuttosto che un deputato, senatore, segretario, ministro si scopre che sotto c’è un coacervo inestricabile di interessi. Se la Consulta dovesse andare avanti a cercare di porre riparo alle sconcezze che sono state fatte scoppierebbe un vero casino. Pertanto su questo vi prego di prestare la massima attenzione, ho notato che siete troppo distratti, faciloni, superficiali. Già ci stanno apostrofando come il “Mondo di Mezzo”, si parla di commissariamento del Paese, noi strapagati mentre sono bloccati gli stipendi del pubblico impiego; per fortuna nel 2013 la bizzarra coppia di quei due imbecilli di Monti e Fornero ha decretato non venissero più indicizzate le pensioni, ferme da oltre quattro anni, ed ha consentito, per quelle a partire dai duemila €uro, che venisse “prelevato” retroattivamente dal 2012 e fino a tutto il 2017, un “contributo mensile di solidarietà” che io, da talpa quale sono, ho procrastinato a tutto il 2018. Un vero miracolo che tale incombenza non sia toccata a noi. Infine sappiamo che per quei pochi che lavorano i salari sono da fame. Sorvolo sui disoccupati, precari, esodati, sbandati, rassegnati, ecc. Vi ho riferito ciò per darvi la reale situazione del Paese in modo che vi sappiate regolare… datevi da fare, correte, veloci, rapidi, senza ritegno (ma per questo non ci sono problemi) , come è nel mio stile, altrimenti dovremo farlo davvero, per i vicoli e le strade delle città, inseguiti da un nugolo di gente inviperita. Volete questo? Lo volete?
Non ho altro da aggiungere, a buon intenditor… Domande? Nessuna! Molto bene, significa che avete capito, ne va del futuro vostro e rispettive famiglie, della libertà che i terroristi vorrebbero toglierci, dei nostri valori… Con ciò vi saluto, ringrazio della partecipazione e concludo al grido di “Uniti si vince!”»
Quando mi sono svegliato giuro che ho tirato un profondo sospiro di sollievo, a volte la digestione gioca brutti scherzi, mi sembrava tutto così vero…

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza ricavata dal web – Fotomontaggio eseguito dall’Autore

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