GLI AQUILONI (I POLITICI DEL PIANETA PROVERANNO VERGOGNA?)

GLI AQUILONI
(I POLITICI DEL PIANETA PROVERANNO VERGOGNA?)

Nella sua ultima dichiarazione pubblica al Cara di Mineo (Catania), fra quelli che fino a poco tempo fa chiamava spregiativamente “terroni”, il deputato europarlamentare nonché attuale segretario della Lega Nord ha sostenuto che dobbiamo accogliere in Italia “solo profughi cristiani”. Più o meno il concetto è questo e ritengo doverosa tale precisazione poiché quando vedo l’immagine della sua faccia fuggo veloce a sbirciare il titolo di testa dell’articolo e volto pagina. Ho l’impressione che da come parla, si muove, agisce, cammina, gesticola questo Salvini denoti chiaramente che l’unica cosa in grado di fare, male, sia quella di riempire felpe e t-shirt oscene. Sorge quindi spontanea una domanda: È possibile ci sia tanta gente che lo ascolti? E, più grave ancora, lo segua? Mi pongo il quesito, e lo ribalto al lettore, in quanto vorrei ricordare che, al contrario di Benito Mussolini in Italia, nella Germania del 1933/34 il signor Adolf Hitler conquistò il potere con la conferma dei cittadini. Infatti arrivò alla Cancelleria cavalcando e sfruttando, grazie alla sua abilità oratoria, la grave crisi economica della Repubblica di Weimar conseguente alla sconfitta subita nella prima guerra mondiale. La “propaganda politica” del futuro Führer fece presa sull’insoddisfazione delle classi medie che, attraverso l’esaltazione del nazionalismo, un acceso anticomunismo, l’antisemitismo più feroce e la glorificazione della pura razza ariana, rimasero affascinate, insieme alla maggioranza della popolazione affamata, dall’unica speranza di riscatto a disposizione. Il successivo sterminio pure degli zingari, i sinti, i rom ed altre etnie furono un effetto collaterale inevitabile.
Ritornando al Matteo celtico questi non fa altro che ripetere, rielaborandolo, l’infame refrain dei Bossi (il “vecchio” e il plurilaureato albanese “Trota”), dei Borghezio, Calderoli, Maroni, Castelli e compagnia blaterando. Che eccelsa scuola di pensiero ha avuto!!! Siamo in democrazia, si fa per dire, quindi è giusto dargli la parola anche se ultimamente l’eccessivo spazio concesso dai mass media all’uomo del nord mi sembra un po’ sospetto, ma… come può accadere, ripeto, gli si dia ascolto? È possibile non si vergogni? Almeno quando è solo, davanti allo specchio, ammesso riesca a superare tale prova.
È pur vero che a capo dell’attuale Governo “non eletto” abbiamo un altro Matteo, quello supponente, il velociraptor delle riforme di destra che fa di tutto per farle passare di sinistra, una bella faticaccia portare avanti questa tattica, forse è per questo che ultimamente lo vedo imbolsito, cupo, meno “frizzante”. Ma tale strategia, ne sono certo, alla fine avrà un suo peso. Come è inconfutabile, se non bastasse, che l’Italia detenga ormai il triste primato del 47% di analfabetismo funzionale. I due fattori giocano a favore dei populisti destrimani i quali lanciano messaggi diretti tipo “noi ti salveremo dall’uomo nero cattivo e puzzolente” quindi intellegibili pure a loro. Come le prime elezioni del dopoguerra che furono vinte da chi lanciava slogan che suonavano “i comunisti mangiano i bambini” con tanto di manifesti di giganti brutti, con tre narici, cattivi, rossi, che banchettavo con un bel pargolo tenero appena sfornato. Da qui ebbe origine il termine “trinariciuti”. Dobbiamo quindi fare affidamento sul restante 53% che a questo punto potrebbe dedicarsi ad una sorta di sostegno, come è d’obbligo nelle scuole per gli alunni disagiati. Di questi però i loro voti saranno sparpagliati nelle percentuali indicate dai sondaggi che, considerando un aggiustamento dovuto al fatto della piccola percentuale di analfabeti non condizionati da Salvini e l’esigua parte di “normali” che inspiegabilmente potrebbero votarlo, dovremmo grossomodo arrivare ad un buon 43% di affidabili. Da questi occorre un totale e fattivo contributo, che si muovano, come fa Alessandro Gassman che pulisce il marciapiede di fronte a casa sua. Diciamo che è una specie di chiamata alle armi, ormai siamo in guerra e il terreno di scontro sul quale si giocherà la partita sarà quello dell’intelligenza, la cultura, la morale e il senso di solidarietà contro la cretineria, l’ignoranza, il malaffare e l’egoismo più becero.
Se non ci si renderà conto che stiamo vivendo un periodo storico che sovvertirà gran parte delle regole che l’Occidente si era dato e l’esodo in atto è epocale e inarrestabile nonostante i ragli degli asini a due gambe (quelli a quattro zampe l’hanno capito) giungeremo allo stesso inevitabile risultato con gravi lutti, dispiaceri e dolore per tutti, non solo migranti, profughi, rifugiati, fuggiaschi o come meglio vengono definite queste persone.
Lo dico, e concludo, per coloro che considerano la vita degli altri esseri meno importante della propria tipo, ad esempio, i produttori e trafficanti di armi, i petrolieri, i colossi dell’economia e finanza, i giganti della chimica e farmaceutica, ecc. che “reggono” le sorti del Mondo badando esclusivamente all’interesse personale, il tornaconto. “Loro” potrebbero pensare di rimanerne fuori come sempre in passato ma… “c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole…”(1), inizia così una poesia del Pascoli, però credo che questa volta non sarà “…di antico”(1). Infatti “…un’aria celestina che regga molte bianche ali sospese…”(1) si tramuterà in bufera che, oltre gli stracci, smuoverà anche i paracarri ben piantati nel terreno e porterà in alto migliaia, milioni, miliardi di aquiloni “…sì, gli aquiloni!”(1) di ogni tinta, neri, gialli, rossi, tutti i colori della natura.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza ricavata dal web – Fotomontaggio eseguito dall’Autore

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(1) Nota: i brani citati nell’ultimo capoverso sono tratti dalla poesia “L’AQUILONE” di GIOVANNI PASCOLI (1855-1912) – Il presente articolo è dedicato a tutti i bambini del mondo vittime della stupidità e cattiveria dell’uomo.

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