COMMENTO A L’AMACA DI MICHELE SERRA – IMAM E VIP (della serie “Il marchese del Grillo)

COMMENTO A L’AMACA DI MICHELE SERRA
IMAM E VIP (della serie “Il marchese del Grillo)

La chiusa di Serra Michele “…non è sulla base del timor di Dio ma su quella del rispetto degli uomini che non uccidiamo” mi lascia alquanto perplesso. Non ho voglia né tempo di star qui a fare piroette linguistiche per spiegare che i modi di annientare o uccidere persone sono infiniti e imperscrutabili come le vie del Signore però mi riesce impossibile trattenermi dal dire che da noi vige la regola non scritta (ma più forte della Costituzione) citata da Onofrio del Grillo, magnificamente interpretato da Alberto Sordi, nel film “Il marchese del Grillo, 1981” ossia:
“Me dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!”
Oggi tale locuzione ha raggiunto la massa di un “buco nero” considerando che la Guardia di Finanza sta effettuando ulteriori controlli (TGCOM 24 data odierna) presso la sede centrale di “Banca Etruria” scattati per ordine della Procura di Civitavecchia (Roma) la quale ha avviato un procedimento per truffa e istigazione al suicidio di Luigi D’Angelo. Il pensionato si è tolto la vita dopo aver saputo di aver perso oltre 110 mila €uro (tutti i suoi risparmi) per l’azzeramento delle obbligazioni subordinate dell’Istituto di Credito.
Ora sembrerebbe (condizionale) che diversi VIP del nostro Paese (compresi politici e noti conduttori televisivi) siano stati avvisati per tempo (circa 48 ore prima del tracollo) e rimborsati di quanto investito. Da ciò che ho ascoltato al TG de La7 (ore 20 del 16 c.m.) ciò che più mi ha colpito è che il sig. D’Angelo avrebbe lasciato una lettera ai propri congiunti nella quale, tra le altre cose, si raccomanda di “badare ai suoi cani”.
Ecco! Nel nostro Paese un pensionato “non è un cazzo!” mentre per l’amico Luigi i suoi animali erano ragione di vita.
R.I.P.
16 giugno 2016

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

P. S. Vengo a conoscenza da “IL FATTO QUOTIDIANO” di oggi 17 giugno 2016 che, contrariamente a quanto divulgato ieri da TGCOM 24 e La7, l’Istituto di credito in questione è la “Banca Popolare di Vicenza” anziché “Banca ETRURIA” anche se la sostanza non cambia. L’unica differenza è che nessun risparmiatore truffato da quest’ultima ha raggiunto, per fortuna, il livello di disperazione del povero Luigi D’Angelo.

Immagine in evidenza ricavata dal web – Fotomontaggio eseguito dall’Autore

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