POSTULATO FEMMINA – Giornata mondiale delle donne 25 novembre 2018

POSTULATO FEMMINA
Giornata mondiale delle donne
25 novembre 2018

Cerco disperatamente
fra giudici, giurati, potenti e potentati,
politici, corrotti, prelati, ricchi sfondati,
infine gli ultimi, quelli che contano niente,
zero più zerovirgola più zero,
sempre assediati,
circondati dall’indifferenza delle genti,
quelli cotti da sole e neve,
puzza di piscio, parlata greve,
quelli che non hanno la barba bianca,
piuttosto grigia, scatarrata,
labbra rosso sangue, ragrumato,
marroni, saliva inquinata,
quelli che fanno schifo,
reduci delle grandi battaglie
ignorando lo schieramento,
ed hanno lottato, lottato lealmente,
perciò non sono amati,
numerosi, questo sì,
restano zero anche moltiplicati.

Ma se raggiungo te…
Dammi la mano, stringi forte la mia,
ci rifugiamo altrove,
ti osservo, lasciati andare,
vedo calzini bianchi, corti,
gonna scozzese plissettata
scarpette da adolescente
spillone da balia ma… Sei cresciuta
ed il foulard che del sottotetto
raccoglie i sospiri dalle fessure
delle travi sconnesse,
sono qui, sotto la grande radice,
scendi a me, togli l’esponente, per favore,
portalo con te, mi schiaccia, opprime,
da poco ho lasciato le crociate,
moschea, muro, sepolcro,
aspetta ti aiuto, scorgo il bianco,
candido triangolo di cotone,
puro come lino crudo al sole
triangolo rettangolo,
cateti lunghezza uno,
l’ipotenusa fra ombelico
che in te, amore, non è casuale,
fuoco del tuo ventre,
e dell’iperbole che si spalanca
all’inesauribile, geometria pura,
astrofisica, profumata, odoroso
il fiore racchiuso dai segni di integrale
che lì conducono, uguali,
come chiavi di violino, armoniosi,
speculari fra loro, indicano il sacro
e non profano, uno abbraccia l’universo
l’altro lo trattiene, entrare, procreare
accompagnarci e vivere nel sole
postulato improprio ma funziona,
in natura non fa una piega
di certo sarà teorema,
quindi usciamo, scavalchiamo l’uguale,
io sono irrazionale, fammi cambiare segno,
diventiamo due, insieme,
e questo misero numero algebrico
complesso sarà primo pari primo,
quindi uno in due, sempre due,
intero e reale,
ed i canti, le musiche di quei tempi,
il tuo quaderno a piccoli quadretti
libri di scuola a fianco, quanti esempi!
Non dovrai più attendere l’estate.

Non dalla mia fottuta costola sei giunta,
tu mi hai formato, tue le mie ossa,
cranio, femori, bacino,
sei le mie braccia stanche di lottare,
ti vogliono stringere, abbracciare forte,
insieme moltiplicarci per noi stessi,
scongiurare finanche la morte.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza: Rappresentazione grafica Postulato Femmina, Mauro Giovanelli

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