COMUNIONE, LIBERAZIONE E BENEDIZIONE

COMUNIONE, LIBERAZIONE E BENEDIZIONE

Comunione, cioè comune partecipazione a qualcosa, condivisione di interessi e, in senso religioso, partecipazione con Dio attraverso l’eucaristia quindi assumere il corpo di Gesù Cristo transustanziato nell’ostia. Liberazione, ossia affrancare da una condizione di soggezione, di vincolo, schiavitù. In teologia dottrina diffusa specialmente nel terzo mondo che impegnava i cristiani a combattere l’oppressione economica, sociale e politica. Ora io mi chiedo quali sono, in concreto, gli interessi che condividono questi signori di CL, ovvero i Ciellini, che tipo di partecipazione con Dio manifestano nei meeting che organizzano, come l’ultimo di Rimini nell’agosto scorso, e come si estrinseca la loro eucaristia ma, soprattutto, da chi e che cosa anelano una liberazione. Dai comunisti? I nemici eternamente utili a giustificare una aggregazione di potenti pronti a lottare per mantenere inalterati i privilegi di cui godono? Dalla corruzione dilagante? La crisi? Il disgregarsi della morale? E i paladini di questa crociata sarebbero Lupi, Schifani, Alfano, Formigoni e Amicone? Direttore quest’ultimo di “Tempi”, quelli biblici, necessari proprio, con tali personaggi, per riformare un Paese che ha smarrito perfino il senso del ridicolo impegnato com’è a farneticare in difesa di un pregiudicato che da vent’anni tiene in scacco l’Italia e da cui, tutt’ora, dipendono le sorti dell’Italia.
Oggi appunto alla Presidenza del Consiglio abbiamo Renzi, “il rottamatore”, che tratta le riforme elettorale e costituzionale con gli stessi interlocutori che aveva di fronte il suo predecessore, nonché compagno di partito, Enrico Letta. La coalizione è la medesima nata dalle ceneri delle “larghe intese” quindi il suo vicepresidente è colui che lo era prima, un certo Angelino Alfano. Ha nominato cinque sottosegretari indagati, di cui uno dimissionato, Antonio Gentile, il politico appassionato di rotative che propose B. quale candidato al premio Nobel. Al Ministero dei Beni Culturali ha insignito un certo Dario Franceschini, avvocato e scrittore (di cosa non mi è dato sapere), sempre lui, quello che nel 2010 chiese con veemenza le dimissioni di Sandro Bondi per il crollo della casa del Gladiatore a Pompei e ora, quale responsabile del dicastero, si ritrova con tre nuovi dissesti nello stesso sito. Se ne deduce che come minimo sia uno sfigato. Il nuovo responsabile degli Esteri, subentrata alla Bonino, forse la più inutile e diplomatica delle gattopardesche sostituzioni, è Federica Mogherini, una esponente della corrente interna al PD di Area Democratica che fa capo a Franceschini Dario, lo scrittore sopra menzionato. Da lì a due giorni è scoppiata la grana dell’Ucraina quindi… non sarà che questa giovane sia parimenti un tantino sfortunata? Il “nuovo” Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è il ciellino Maurizio Lupi, nel 2011 firmatario, insieme a Roberto Formigoni e altri, di una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti del Presidente del Consiglio allora in carica e indagato dalla procura di Milano per concussione e prostituzione minorile. Degli stipendi galattici dei parlamentari, quelli veri intendo cioè le loro buste paga, le più pesanti del pianeta, il nostro Matteo neanche sfiora l’argomento puntando l’attenzione sulla riforma del Senato, e poi… perché sono arrivato fin qua partendo dai ciellini? Ah sì! Il giovane capo dell’esecutivo è stato guida scout. Voi mi direte, ma che c’entra? Beh, sono sempre quelle cose che partono dalle pie e buone intenzioni quali fratellanza, solidarietà, ecc. Intendiamoci, mica è una colpa, se è per questo lo era anche Luigi Lusi, l’abruzzese ex tesoriere della Margherita dalle cui casse pare abbia sottratto 13 milioni di €uro di soldi pubblici. Questi è attualmente agli arresti domiciliari presso il “Santuario della Madonna dei Bisognosi” con l’accusa di appropriazione indebita.
Sono certo che vi state domandando dove voglio andare a parare. Avete ragione, ho avuto un momento di confusione, in tal caso quanto detto consideratelo come un compitino di primavera, un riassunto, anzi un pizzino, il tentativo di uscire dal solito tipo di becera esposizione dei fatti cui gli addetti all’informazione ci stanno da tempo abituando. Ho avuto modo di constatare come le varie rubriche “lettere al direttore” siano diventate palestre per preparare il cervello dei cittadini alla rassegnazione, distribuire giustificazioni, assoluzioni e sedare lo sdegno crescente. L’impressione è che pure i giornalisti, anche i più “quotati”, non abbiano alcun stimolo a voler cambiare le cose, così come nei conduttori dei più seguiti talk show ho notato un cambiamento, sono loro ad adattarsi alla politica piuttosto che il contrario. Questa metamorfosi non sarà legata al finanziamento pubblico all’editoria, che non muore mai? Così sono uscito di testa e ho voluto provare a spogliarmi dell’abito mentale che, ahimè, ci caratterizza, cioè la filosofia del “vivi e lascia vivere” e… dimentica. A che punto ero rimasto? Ci sono! Manca la conclusione… insomma tanta comunione fra gli abituali e famosi frequentatori abusivi del Palazzo e poche prospettive di liberazione per i soliti ignoti (meno che al fisco). Tutto qui.
Direi di incrociare le dita e rimetterci alla buona volontà di Papa Francesco.

Mauro Giovanelli – Genova

Immagine in evidenza ricavata dal web – Fotomontaggio eseguito dall’Autore

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