LA BUONA SCUOLA – LETTERA APERTA AL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

LETTERA APERTA
Ministero della Pubblica Istruzione
Gent.ma Ministro Stefania Giannini,

OGGETTO: LA “BUONA SCUOLA”

L’associazione “Memoria Condivisa” nata nel 2006 grazie alla tenacia e perseveranza del sig. Mario Arpaia, attuale Presidente della medesima, persegue quale primo e fondamentale obiettivo la conservazione, appunto, della nostra “Memoria” ossia mantenere vivo in tutti noi il ricordo di ogni avvenimento che nel corso degli anni abbia investito lo sviluppo dei rapporti sociali e influenzato l’evolversi della civiltà in cui viviamo.
“La guerra è una lezione della storia che i popoli non imparano mai abbastanza”, è il principio che campeggia sui frontali di molti edifici delle nostre città. In un mondo che ha ormai raggiunto alti livelli di globalizzazione, interessato da intense e continue migrazioni di varie etnie, da un Paese all’altro, alla ricerca di migliori condizioni di vita e raccogliere sogni, speranze, questo motto è quanto mai attuale soprattutto per le masse che non hanno beneficiato del progresso ma contribuito nel tempo, molte volte obtorto collo, a realizzare.
Nel perseguimento della nostra missione non esistono confini geografici. Oggi più che mai è necessario alimentare e mantenere vive le radici che trasmettono in alto, ai giovani arbusti, il messaggio che indichi loro i punti di partenza, le varie fasi che li hanno portati ad essere ciò che sono, sapere da dove vengono, perché e come. Poco tempo fa è mancato uno degli ultimi e ormai rarissimi testimoni oculari di ciò che è avvenuto nel corso del secondo conflitto mondiale, preceduto dall’avvento al potere di Benito Mussolini in Italia e Adolf Hitler in Germania che, con il loro aiuto fattivo a Franco nel corso della guerra civile Spagnola consentì al generalissimo di prevalere sui Repubblicani. Dunque si alzarono in Europa freddi venti di guerra sotto i neri vessilli di un rafforzamento delle destre mai avvenuto in precedenza. Gli effetti diretti e collaterali li conosciamo tutti.
Non ho certo la pretesa di dare lezioni su certi argomenti a chi ne sa di sicuro più del sottoscritto e, facendo affidamento proprio a questo, desidero evidenziarLe un fatto, anzi una serie di circostanze che nella fattispecie ci hanno lasciati abbastanza perplessi. Fra i tanti compiti che ci siamo dati come Associazione abbiamo sempre messo in preventivo di programmare nei diversi Istituti Scolastici convegni ad “hoc” su vari argomenti, alla presenza di relatori competenti del settore specifico. Nel corso degli anni abbiamo contribuito a far conoscere ai nostri giovani il teatro civile, musica, fotografia, cinema, letteratura e poesia analizzando la vita dei grandi autori, poi ancora arti in generale e, naturalmente, storia moderna. Il tutto a costo zero per la scuola e a totale carico di “Memoria Condivisa”. Ovviamente nel cercare di portare conoscenza ci siamo pure aggiornati ai tempi. Capiamo benissimo che oggi gli strumenti a disposizione per “l’apprendimento” sono molteplici: computer, tablet, play station, ecc. rapidi nel procurare un’arida informazione, che però rimane fine a se stessa, un semplice dato, nozione priva dell’elemento indispensabile che si chiama contatto umano, il solo a dare quel valore aggiunto che nessuna macchina potrebbe mai fornire. La differenza è la stessa fra coloro che vogliono cultura, la quale si apprende dai libri, leggendo, e a sua volta porta alla preparazione completa e pure alla passione in ciò che si vuol perseguire, e il nozionismo che rischierebbe di produrre solo degli automi al comando di segnali elettronici e sottoposti al vaglio di apposite strumentazioni. Le prove INVALSI ne sono un esempio concreto, griglie dove si tratta di apporre crocette a fianco di un elenco di domande i cui risultati saranno sottoposti a verifica da parte della stessa macchina che li ha predisposti.
Ieri, in senso metaforico, i docenti erano impegnati nel pomeriggio alle attività extra che abbracciavano diverse discipline, invogliavano gli studenti a socializzare, parlare, confrontarsi. Oggi ciò non accade più. Anche l’apporto esterno che potrebbe aggiungersi viene rifiutato, addirittura non si è accolti dai Dirigenti scolastici al fine di relazionare circa i programmi che potremmo proporre, è diventato inattuabile perfino avere dai medesimi una risposta via mail, ogni tentativo di presentazione cade nel vuoto, impossibile assicurarsi un contatto, un appuntamento, come se i centri dove si coltivano le menti del domani fossero blindati.
A Bologna il Presidente dell’Associazione ha provato con cinque Istituti ottenendo quale risultato un nulla di fatto.
Per concludere ed al fine di non abusare oltre della Sua estrema cortesia sono a chiederLe, a nome dell’Associazione, di esaminare questa missiva e, qualora ne condividesse i contenuti indicarci se fosse possibile, perdoni l’insistenza, adottare quegli strumenti che consentano agli Istituti scolastici di aprirsi pure al mondo esterno, quello reale, in modo di poter dotare gli studenti dello strabismo concettuale che permetta loro di guardare giustamente al futuro ma, allo stesso tempo, considerare i fatti che li hanno portati fino a qui. Solo così, riteniamo, si potrebbe costruire la “buona scuola” che formi la classe dirigente di domani.
Ringraziandola ancora per l’attenzione che vorrà dare a questa mia e in attesa di un Suo gentilissimo riscontro a “Memoria Condivisa” Con stima ed ossequio.
Distinti saluti.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza ricavata dal web – Fotomontaggio eseguito dall’Autore

La lettera aperta avente per oggetto “La buona scuola” rivolta al Ministro della Pubblica Istruzione è stata pubblicata il 19 ottobre 2015 sul sito www.memoriacondivisa.it

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