A CIASCUNO IL SUO (replica lettera PD Rocca di Papa pag. 16 de “Il Segno” luglio 2014)

A CIASCUNO IL SUO
(Replica lettera PD Rocca di Papa
pag. 16 de “Il Segno” luglio 2014)

Spettabile direttivo PD, mi fingo destinatario della Vostra lettera pubblicata a pag. 16 de “Il Segno 1/31 luglio 2014” e immagino di riscontrare quanto in essa contenuto. Intanto una minuzia, potrebbe non essere tale, che converto in domanda: non sarebbe stato meglio palesaste nome e cognome dell’estensore della missiva? Così come Vi presentate, “Il direttivo del PD”, dà l’impressione di “blocco”, richiama a un “sistema” che intende esporre concetti scaturiti non dal cuore e l’anima di una persona che lo dirige, bensì dall’apparato burocratico che sostiene la struttura. Sbaglio? Considerando che Lei, sig. PD, così preferisco chiamarLa, espone punto per punto i Suoi programmi replicherò adottando lo stesso metodo, elencando “obiettivi” fattuali.
Intanto il Suo incipit: essendo impregnato di luoghi comuni triti e ritriti del tipo “buon lavoro”, “oneri”, “onori”, “bandiera”, ecc. direi di sorvolare se non per dire che non solo Vi trascinate il peccato originale delle passate imperdonabili scelte sbagliate, come Lei le definisce, i cui colpevoli sono ancora tra le Vostre fila ma, ancor più grave, continuate a perpetrare l’errore, ad esempio definendo violenta nei toni e negli estremismi la recente campagna elettorale. Cosa pretende sig. PD? In tale circostanza il segretario del partito di cui Lei rappresenta una piccola parte, nonché capo del Governo, ha avuto dalla sua il più grande schieramento, la macchina da guerra di occhettiana memoria, che si possa ricordare nella vita della Repubblica: giornalisti dei maggiori quotidiani che vanno da quelli della famiglia di B. alle più quotate testate nazionali, pure quelle traslocate al centro di nessuna sinistra; per non parlare della televisione e i suoi conduttori disponibili, conviviali e servili con il “nuovo”. Dunque veniamo al punto:
Primo: Lei parla di “piattaforma giovani”, “cicli di incontri”, “curriculum” ma… sig. PD, crede veramente in quello che ha scritto? Mi faccia capire, la prego, e me lo spieghi come avessi sei anni. In sostanza il PD si identificherebbe con una sorta di “Caritas”, come Lei compiutamente descrive l’attuale progetto, con adepti che di strada in strada portano, insieme alla buona novella, panini con mortadella e lattine di birra. È questa la Sua idea di futuro? Definirla deludente è solo un espediente per sottrarsi agli aggettivi che adottate di volta in volta, secondo la bisogna, per identificare i Vostri oppositori: detrattori, facinorosi, ostruzionisti, violenti, ecc.
Circa il secondo tema dirò qualcosa in chiusura della presente. Mi prude invece affrontare d’acchito il terzo che, a mio avviso, è l’apoteosi dell’ipocrisia renziana. Si rende conto, sig. PD, di aver parlato del vuoto? Ovvero di zaini pieni di niente che vi trascinate appresso da decenni? “Progetti educativi”, “circoli culturali”, “Costituzione”, “religione”, “anziani”, “disabili”, “educazione civica”, se avesse accennato alle ricette della nonna, i corsi di cucina e le istruzioni per il cambio dei pannolini ai neonati avrebbe abbracciato gran parte dello scibile. Sono secoli che parlate di questa roba nei medesimi termini.
Anche il quarto argomento lo metto da parte per riprenderlo in chiusura sebbene sulla festa dell’unità abbia steso un velo pietoso da lungo tempo. Elenco i fatti che da lei, sig. PD, ci saremmo aspettati avesse messo in tavola:
Uno: smetterla di parlare di abolizione del bicameralismo, unica garanzia in questa singolare Penisola, una delle poche cose buone che abbiamo nell’istituzione, sarebbe come dire abbattiamo il Colosseo perché in Europa siamo gli unici ad averlo. Ma chi è stato il primo a dire che gli italiani avvertono questo problema? Nato, non dimentichiamolo, dalla connivenza con un partito guidato da chi sappiamo e formalizzato nel famigerato “patto del Nazareno”.
Due: ridurre ipso facto di almeno la metà gli stipendi dei parlamentari, i più alti del sistema solare (€uro 145 mila) portandoli alla media europea (€uro 85 mila). Al contempo tagliare di due terzi il numero dei medesimi, ne abbiamo più dell’intero pianeta, USA, Russia e Canada compresi, ovviamente. Lo sa questo sig. PD?
Tre: lotta senza quartiere alla corruzione.
Quattro: far pagare IMU, TASI e quant’altro agli edifici della Chiesa, tutti indistintamente, senza se e ma, come amano dire i nostri governanti. I soldi così recuperati, tanti, investirli nella Scuola Pubblica cui ogni bambino dovrebbe aver diritto. Da ultimo dei romantici quale sono devo dire che a tale privilegio della Curia contavo nel “gran rifiuto” di papa Francesco, non per “viltade” come Celestino V, ma per coraggio e giustizia. Sarebbe stato “un bel gesto” e Lui… ma il quarto monoteismo, il Denaro, è più forte di tutto e tutti, ha discepoli ovunque.
Cinque: lotta all’evasione ed elusione fiscale, in Italia la più alta della Terra. Senza tregua, con pene severissime per chi viene colto con le mani nel sacco, come nel Regno Unito, sig. PD, che tale piaga arriva a malapena al 12% del PIL contro il nostro stratosferico 27% (più di 180 miliardi di €uro all’anno).
Sei: snellimento dell’apparato burocratico dello Stato che mantiene un esercito di impiegati, commessi, dirigenti, plenipotenziari, facchini, fancazzisti, che si reggono su 150/200 mila leggi quando la Germania ne ha poco più di 5 mila e la Francia 7 mila. Gli Stati Uniti mi pare ne abbiano 12 mila. Comprende sig. PD? Le è chiaro? Lo sa che i regimi totalitari della storia, Hitler e Stalin in testa, hanno basato la loro sopravvivenza sulla burocrazia? Che l’Agenzia delle Entrate è ormai una tagliola per i cittadini onesti? Qualora lo desiderasse Le potrei inviare più di un bel racconto al proposito.
Sette: abbiamo l’ottanta per cento del patrimonio artistico del mondo, mi intende sig. PD? Godiamo del più bel paesaggio, dalle coste, litorali, montagne, che si possa immaginare. Giri per il mondo sig. PD (a spese Sue, mi raccomando), io l’ho fatto, e realizzerà in che Paese noi viviamo. Superfluo menzionare la nostra cucina, che non ha eguali. Solo per queste tre cose dovremmo essere autosufficienti, ricchi di nostro, imprenditori di noi stessi. E cosa ci inventiamo? Le grandi opere, inutili quanto i nomi che gli vengono assegnati, gestite da politici incapaci e venduti che sono anche nel suo partito, sig. PD, contrariamente alle Sue affermazioni, più di quanto immagini, ma forse questo lo sa e finge di ignorarlo.
Un consiglio non richiesto: liberatevi del renzismo, porterà al nulla da cui è stato generato. Un uomo che dice di scalare il partito senza mira alcuna di andare al governo se non eletto e due giorni dopo pugnala alla schiena il suo predecessore per andare alla guida di un Esecutivo che non ha il placet del popolo, che gioca su tre tavoli contemporaneamente, che pensa di governare l’Italia con i fuochi di paglia probabilmente attizzati nei campi scout che frequentava, che a precisa domanda rivoltagli da un giornalista (Aldo Cazzullo, “Porta a Porta” del 13 marzo u.s.) “se per lui non fosse il caso che loro, i parlamentari, si riducano lo stipendio” per tutta risposta dice (testuale): “non è importante quanto guadagnano, ma ciò che fanno” lasciando intendere che valgono più di Obama; un uomo che sussurra a Berlusconi e manda Delrio a bisbigliare a De Benedetti, insomma l’ennesimo clone, nella buona sostanza, del divo Giulio così come la Picierno lo è della Santanchè, ebbene quest’uomo è inaffidabile per definizione, persona moralmente e intellettualmente non credibile, magari a sua insaputa, in “buona fede”, di questo posso convenire, ma è… nella sua natura.
Per concludere nella massima serenità, mi creda sig. PD, non sono convinto che Voi siate consci, come afferma, del ruolo che ricoprite. A mio avviso vi siete persi per strada, da tempo immemorabile, al punto che non riuscite neppure lontanamente a immaginare quali siano i reali problemi della gente, e non Vi servirà la Festa dell’unità per ripristinare uno scollamento dai veri ideali della sinistra, cui Lei, sig. PD, è mille miglia distante a meno che non dia risposte convincenti ai quesiti testé sottoposti alla Sua attenzione, uno per uno, senza svicolare. A questo proposito tengo a precisare che “Il Segno” non è un periodico politico, neppure un partito, non usufruisce di finanziamenti pubblici. Le pagine attraverso le quali comunichiamo sono un mezzo di informazione serio, concreto, che racconta fatti, e se questi sono scomodi alla strategia che vi siete data è un problema Vostro. Scriveteci, siete i benvenuti, avrete tutto lo spazio che vorrete basta non ci parliate di “commissioni” da istituire per snellire i rapporti con l’Amministrazione. Andiamo Sig. PD, suvvia! Sono decenni che si nominano esperti, questa è diventata la Nazione degli incaricati a risolvere i problemi, i “saggi”, perfino nelle assemblee condominiali vengono designati periti a studiare come far dare una mano di bianco alle parti comuni. Tra l’altro “commissione” è parola dal significato ambiguo, e viene applicata, anzi “utilizzata” a strafottere in entrambi i sensi (vedere punti tre e cinque).
Basta per piacere, non se ne può più. E non mi venga a dire, sig. PD, che per saper governare sia necessario cibarsi di salamelle alle feste di partito. Per carità, non ci prenda in giro, almeno questo ce lo risparmi. Occorre realmente risolvere il problema della disoccupazione, e siamo al Suo “secondo punto” che riprendo come promesso, ma non con “propedeutici”, “informazione”, “formazione”, e bla, bla, bla. Deve ripartire l’economia reale, sig. PD, e per far ciò ridurre lo spazio della speculazione e finanza. Quelle, le sagre intendo, le sane e spontanee feste popolari, il Suo “punto quattro”, lasciamo che sia la gente ad organizzarle, quando lo stato d’animo e la serenità dei cittadini, la consapevolezza di essere protetti, governati con diligenza e pragmatismo li porti a riunirsi spontaneamente per festeggiare. Siamo a Sua disposizione sig. PD. Cordialità.

Mauro Giovanelli – Genova
www.icodicidimauro.com

Immagine in evidenza ricavata dal web. Fotomontaggio eseguito dall’Autore

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